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“Vissi d’arte”, vita e opere di Puccini tornano nello scenario delle Tamerici
Melodramma e teatro proposti insieme dalla Compagnia del Grano che mette in scena la carriera e il mondo privato del grande compositore
Giovanna La Porta
Montecatini. La vita è un grande teatro e il grande teatro della vita del maestro Giacomo Puccini è andato in scena alle Terme Tamerici. Il progetto della Compagnia del Grano ha ammaliato il pubblico presente per l’originalità strutturale e di contenuto. Puccini, in questo spettacolo, viene raccontato dal punto di vista di personaggi che hanno intessuto con lui rapporti di amore-odio. Tutti personaggi fondamentali per la vita e la carriera del grande musicista.
Il percorso scenico si è snodato tra le sale di Galileo Chini e il meraviglioso parco esterno dello stabilimento. A far da Cicerone, un eclettico e ipotetico discendente di Puccini che ha accompagnato i visitatori, stazione dopo stazione, a conoscere i vari protagonisti.
Attraverso il loro racconto, è stato possibile ripercorrere da varie angolature i fatti e gli eventi dell’esistenza del maestro che tanto amò la musica e le donne. “Visse d’arte, visse d’amore” il titolo dell’opera. Puccini rivive nella sua personalità umana ed artistica grazie agli interpreti.
Il primo spettacolo è andato in scena alle 16,30 e il secondo alle 18. A vestire i panni di Sibilla, forse la più grande amica e confidente di Puccini, la presidente della compagnia e regista dello spettacolo, Giulia Palamidessi. Toccante il racconto della giovane cameriera Doria Manfredi, suicida perché ingiustamente accusata di essere sua amante, interpretata da Benedetta Talmon, mentre Silvia Ercolini, attrice e costumista della compagnia, ha dato voce al dissidio della moglie Elvira. Il progetto nasce da un’idea di Alessandro Timpanaro, melomane e autore di due libri sul tema “Verdi e Wagner online” e “Puccini online”, e di Giulia Palamidessi, che si sono ispirati a un precedente spettacolo già realizzato dalla stessa Compagnia del Grano, nel 2014, sulla vita di Giuseppe Verdi. La particolarità di questa pièce, sta nel fatto che ogni testo è “figlio” dell’attore che lo impersona, in quanto ogni singolo interprete ha avuto l’opportunità di documentarsi sul proprio personaggio, indagare sul rapporto che questo ha avuto con Puccini, e da lì poi scrivere le parole da mettere in scena. Durante lo svolgimento della visita guidata, il pubblico ha avuto l’opportunità di ascoltare brani orchestrali del Grande Maestro, fra cui alcuni pezzi meno conosciuti.
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