Meteo
La Provincia cerca un’azienda per la gestione dell’Auditorium
Un bando per accogliere manifestazioni d’interesse all’utilizzo della struttura che praticamente è finita e arredata ma non è mai entrata in funzione
Luca Signorini
Montecatini. La Provincia di Pistoia muove un passo per ottenere qualcosa che fin qui non è mai riuscito: il rilancio dell'Auditorium di viale Marconi. L'ente di piazza San Leone ha di recente pubblicato un'indagine di mercato alla ricerca di società, aziende e associazioni che si prendano l'onere (e pure gli onori) della gestione del grande complesso adiacente al liceo scientifico Salutati, al confine con Pieve a Nievole.
Il “gigante” di cemento dai caratteristici oblò – che risale alla metà degli anni '80 – non ha mai funzionato. Le poltroncine, quasi mille posti a sedere, hanno il cellophane e sono intonse. Spreco di denaro pubblico a iosa: le stime parlando di 7 milioni di euro buttati al vento in quasi 40 anni. Di congressi nemmeno l'ombra, zero convegni, nessun evento o incontro. Un'opera pubblica incompiuta.
La Provincia spera adesso di cambiarne le sorti. «Questa procedura per ricevere le manifestazioni d'interesse penso sia la prima in assoluto – dice il presidente provinciale Luca Marmo – ci sono soggetti che in questi mesi hanno chiesto informazioni, per questo tentiamo la strada dell'indagine di mercato. Per adesso siamo orientati a capire se ci sono progetti che davvero possano mettere in campo modelli di gestione in grado di far funzionare questa grande struttura multifunzionale. Ma servono società con le spalle larghe».
Per il momento è prematuro parlare di soldi, per un eventuale canone di concessione pluriennale, che comunque il bando già fissa nei tempi: dal 1° gennaio 2022 al 31 dicembre 2023, con possibilità di rinnovo per ulteriori due anni fino al 31 dicembre 2025.
Sarebbe già un successo se qualcuno bussasse agli uffici con in mano un business plan. A quel punto la Provincia potrebbe anche essere disposta a pagare altri soldi per sistemare alcune questioni irrisolte: per esempio le infiltrazioni d'acqua emerse in alcuni punti delle pareti e della copertura, poi gli impianti ormai vetusti da adeguare alle recenti normative. Secondo Marmo, «servirebbero non più di 150mila euro». Quest'autunno dirà se c'è un futuro per l'Auditorium, se arriverà un “salvatore” in extremis.
L'indagine di mercato non vincola nessuno ma consente di valutare che aria tira. L'edificio sarebbe anche quasi pronto perché, appunto, mai utilizzato. Tre saloni: la sala Alfa con 800 posti a sedere, dotata di una sala regia, un impianto audio fonico e di postazione interpreti per la traduzione simultanea; le sale Beta e Gamma, entrambe con circa 80 poltroncine, dotate di monitor Lcd, proiettore e impianto di diffusione sonora. E ancora la sala stampa con 15 desk, una zona espositiva, al secondo piano gli uffici, poi la reception, l'atrio dove ci sono poltrone e divani, il locale guardaroba con impianto automatizzato a binari, la zona bar con una piccola cucina e anche vari camerini, dove si spera possano truccarsi degli attori. Inoltre, ingressi per disabili e ascensori per il collegamento ai piani (che sono due). C'è tutto insomma per organizzare convegni e proporre spettacoli. È quasi chiavi in mano. Manca chi se ne fa carico: l'intenzione adesso è trovarlo.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
