Brizzi (Caritas): «Sui profughi ora bisogna pensare al futuro»
Giancarlo Fioretti
Montecatini. «La Valdinievole ha saputo rispondere al meglio all’arrivo improvviso dei 219 profughi provenienti dall’Afghanistan. Adesso, però, occorre gettare lo sguardo in avanti, visto che la fase emergenziale è stata, direi, brillantemente superata». Questa è l’opinione di Maria Cristina Brizzi, direttrice della Caritas diocesana di Pescia, da sempre in prima linea nelle battaglie per l’accoglienza.
«Il nostro compito come Caritas – puntualizza – è stato quello di organizzare la prima accoglienza, in raccordo con il Comune di Montecatini e la Protezione civile. Il nostro appello ad aiutare i profughi è stato accolto prontamente da tantissime persone, tanto è vero che abbiamo raccolto molte più del necessario. La rete delle varie Caritas parrocchiali si è mobilitata istantaneamente, ed altrettanto hanno fatto strutture come la Mensa di solidarietà, l’associazione Farmadono, gli Scout di Margine Coperta e Chiesina Uzzanese e l’associazione Operazione Mato Grosso. Encomiabile è stata poi l’opera dei giovani delle parrocchie di Ponte Buggianese, San’Antonio e Castellare e quello dei volontari della parrocchie di San Francesco a Montecatini, che hanno raccolto una grandissima quantità di materiale da destinare a quest’inaspettata situazione».
Nel rivolgerci queste parole, nella sede montecatinese della Protezione Civile in via delle Padulette, Maria Cristina Brizzi indica un gran numero di scatoloni e di scaffali colmi di vestiario per adulti e per bambini, calzature e prodotti per l’igiene. «Adesso – prosegue – la fase critica del primo impatto è stata superata. Dei tre alberghi sanitari usati per la quarantena solo uno continua ad ospitare i profughi. Gli altri sono già stati redistribuiti nel territorio regionale secondo i criteri espressi dalle prefetture». Ed è questo il punto su cui, inevitabilmente, si sta focalizzando il dibattito politico di questi giorni. «Emergenze come quella che abbiamo appena superato con i profughi afghani – prosegue la direttrice Caritas – sono cicliche ed è probabile che, vista la situazione internazionale, ben presto se ne possano verificare di nuove. Noi come Caritas diocesana rappresentiamo la prima tappa nel processo di accoglienza. Tuttavia bisogna saper pianificare il dopo. Le prefetture stanno facendo il loro compito, ridistribuendo al meglio i profughi». Riguardo poi alla recente proposta della consigliera comunale del Pd Siliana Biagini, tendente a far sì che il Comune di Montecatini aderisca al bando del Ministero degli Interni denominato Sistema accoglienza integrazione, Maria Cristina Brizzi sostiene che «Ogni iniziativa a favore dell’accoglienza non può che vederla favorevole anche se, non vi è la certezza in un’adesione sensibile per progetti di lunga durata e di radicamento nel teritorio».
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