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Anche dal memorial Niccolai aiuti a chi fugge dalla guerra
Montecatini. Bell’atmosfera venerdì sera al centro sportivo Playground, teatro della 18ª edizione del memorial “Ugo Niccolai”, una manifestazione che sa miscelare valori fondamentali quali senso d’aggregazione, amicizia, sensibilità e solidarietà. Questa tribolata edizione, sospesa esattamente un anno fa causa Covid a poche ore dalla finalissima, dopo la disputa dei gironi eliminatori e delle finali, ha così finalmente vissuto l’ultimo intenso in atto, di fronte ad una bella cornice di pubblico. Del resto, questo torneo divenuto col tempo, un “classico” del calcio a otto, ha saputo regalare emozioni e sensazioni positive.
Nato per ferma volontà del vulcanico Maurizio Niccolai, figlio del compianto Ugo, dopo gli azzeccati abbinamenti con le vecchie glorie del calcio toscano, il palio calcistico dei Rioni di Montecatini e il torneo riservato ai bambini, l’ideatore della kermesse, aveva colto ulteriormente nel segno riuscendo a riunire, e quindi poi a dividere in cinque squadre dai nomi particolari (Camon City, Eagles Team, Longobarda, Borgorosso e Amadoda) coloro che si sono alternati dal 1990 ai giorni nostri nella disputa del “Metchino”, la famosa sfida infrasettimanale in calendario perpetuo al Playground, fra ragazzi eternamente giovani. Eppoi c’è l’importante aspetto della solidarietà, in quanto, già prima della sospensione la macchina organizzativa era riuscita a raccogliere e consegnare un’offerta alla casa di riposo di Montecatini Alto. Venerdì, invece, i soldi che squadre e pubblico hanno messo nel recipiente erano destinati per aiutare i profughi afghani presenti negli hotel cittadini.
Per quel che riguarda l’aspetto agonistico, ad alzare il trofeo è stata proprio la squadra del patron Maurizio Niccolai, la Longobarda, vittoriosa ai rigori sul Borgorosso, che alla maniera anglosassone ha disposto i propri atleti su due lati in modo da creare un corridoio speciale per i vincitori. Momenti di grande commozione alla premiazione, in quanto ogni riconoscimento era legato a personaggi legati alla città che non ci sono più, come la targa ricordo alla famiglia di Raffaele Romano; e il premio Fair Play consegnato all’esemplare Luca Dami dal piccolo Gian Marco, figlio dell’ex giocatore del Montecatini, Maurizio Zei, scomparso prematuramente nel 2019.
Roberto Grazzini
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