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Attesi all’alba oltre 220 profughi afghani saranno ospitati in tre alberghi Covid
La Regione annuncia l’arrivo di 115 persone ma la protezione civile si prepara fin da subito ad accoglierne quasi il doppio
Simona Peselli
MONTECATINI. Duecentoventi profughi afgani, 38 bambini dai 6 ai 14 anni, di cui quattro neonati. Il loro arrivo a Montecatini era atteso all’alba di oggi, per essere ospitati in tre alberghi Covid dove trascorrere la quarantena. Ieri sera, la Regione, ufficialmente parlava di 100, al massimo 115 persone, ma la protezione civile comunale aveva numeri ben più alti, addirittura quasi il doppio. Probabilmente quelli esatti. E per accogliere tutti loro al meglio si stava preparando. Persone stanche, impaurite, incredule di essere finalmente in salvo. Con Kabul ormai lontana più di seimila chilometri ma con negli occhi scene di guerra che non passeranno mai.
A Montecatini la notizia del loro arrivo risuona nel pomeriggio.
«Ci hanno avvisato alle 16,30 – racconta Emanuele Tagliaferro, responsabile del centro operativo comunale della protezione civile – E in poche ore abbiamo organizzato l’emergenza».
Prima di tutto c’era da preparare i panini, e dell’aspetto viveri si è occupato direttamente Ivano Lucchesi, presidente Prociv Arci di Chiesina Uzzanese Odv. «Non ci siamo fermati un attimo – assicura Ivano Lucchesi – era nostra responsabilità preparare i beni di prima necessità».
Pronti ad accogliere i profughi tre alberghi della città: probabilmente Giglio, Alba e Medici. «Bisognava reperire subito cibo adatto e fresco – spiega Emanuele Tagliaferro – rispettando le loro norme religiose. Vietati salumi e tutto quello con provenienza suina. Abbiamo deciso per mozzarella e pomodoro, che sono stati donati da aziende private della Valdinievole, mentre 350 baguette sono state donate dall’Ipercoop».
Queste famiglie sfuggite alla guerra non hanno ormai più nulla.
«Ci sono anche neonati e minori – aggiunge Tagliaferro – per questo stiamo preparando pannoloni e omogenizzati. Domani li prenderanno in carico la Caritas. Ma nell’emergenza operiamo noi della protezione civile. Si prospetta una lunga notte. Sono arrivati nel pomeriggio a Roma. Il tempo di identificarli, fare i tamponi rapidi. Non è stato un viaggio notturno per nasconderli – commenta Tagliaferro – Si tratta di persone che scappano dalla guerra. Non hanno nulla da nascondere. Sono stati espatriati perché rischiavano la vita. Le procedure governative sono intricate. Arrivano senza nulla».
«Per fortuna – conclude Tagliaferro – possiamo contare sull’aiuto di queste straordinarie associazioni. Nel giro di mezz’ora ci siamo messi sotto. Ecco come va gestita una emergenza. Abbiamo dimostrato che sappiamo fare il nostro mestiere».
Con il centro operativo comunale della protezione civile di Montecatini e la Prociv Arci Chiesina Uzzanese Odv, a gestire l’emergenza di sono la Croce Rossa di Buggiano e Montecatini e la Chiesa Ortodossa italiana autocefala-antico orientale.
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