Il Mefit chiude in utile il 2020 e punta a risanare il debito
Anche la stagione in corso non sta andando male pur senza i matrimoni Grassotti: «Purtroppo la situazione non è rosea per l’età media dei produttori»
Annalisa Ercolini
PESCIA. Il Mefit, Mercato dei Fiori della Toscana, chiude il 2020 in positivo nonostante la pandemia. A certificarlo il Bilancio d’esercizio 2020 approvato nell’ultimo consiglio comunale.
«Visti i tempi non ci possiamo lamentare – chiarisce l’amministratore delegato del Mefit Antonio Grassotti – il 2020 è superato meno peggio di quanto avevamo pensato».
A causa dell’emergenza sanitaria è stato bloccato il consumo dei prodotti florovivaistici proprio in coincidenza con i mesi di maggior volume d’affari del settore.
Questo ha provocato la sospensione delle vendite dal 12 marzo al 29 aprile, determinando danni molto gravi all’interno del settore florovivaistico, in particolar modo nei fiori recisi e nelle piante fiorite in vaso che hanno registrato un forte calo delle vendite. «Il periodo ottobre/novembre ha quasi sanato tutte le problematiche della primavera con una perdita tra il 10 e il 15%. Se consideriamo che in primavera è stata buttata la produzione, tutto sommato c’è da accontentarsi».
Continua l’amministratore: «Da situazioni diverse da quelle di Pescia, ad oggi il 2021 va piuttosto bene perché abbiamo ricominciato un po’ di attività. È vero, non ci sono i matrimoni in pieno ma solo piccole cerimonie, però fiori e piante fiorite stanno andando bene. Molti sostengono che sia una spinta che si esaurisce, ma diciamo che siamo ritornati ai livelli del 2019 e in qualche settore anche meglio».
Il Mefit si è mosso in appoggio a produttori e commercianti duramente colpiti dalla chiusura totale del Paese, con azioni a sostegno degli operatori. Difatti una delle azioni ha previsto la restituzione agli operatori delle somme pagate per i servizi nei mesi di aprile e maggio 2020 per un importo di circa 40.000 euro. Dal tonfo di 14 mesi fa alla ripresa, seppur lenta, del settore ma chi ne ha risentito sono proprio i produttori. Alcuni sono ritornati a produrre solo nel 2021.
«Purtroppo – spiega Grassotti – la situazione non è rosea perché l’età media dei produttori è molto avanzata, perciò i numeri sono diminuiti mentre i commercianti sono aumentati. Rispetto a giugno 2019 siamo sotto di qualche unità. Questo ci preoccupa un po’ perché un mercato del fiore si basa sulla produzione». Nonostante questo il risultato finale del 2020 è un utile pari a 94.089,47 euro che consente di continuare l’azione di recupero della perdita cumulata nel periodo 2014/2015.
«Sono molto soddisfatto di questo risultato – prosegue Grassotti – e contiamo di chiudere la perdita nel 2022. Purtroppo, la Regione aveva promesso delle risorse che non sono mai arrivate».
L’Azienda speciale Mefit svolge, per conto del Comune di Pescia, la gestione del servizio pubblico di mercato dei fiori all’ingrosso, secondo il contratto di servizio, sottoscritto nel 2013, prorogato nel 2020 fino al 31 dicembre 2025.
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