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Germania sconvolta dall’alluvione «Ho avuto paura per mia figlia»
MONTECATINI. In apprensione per la figlia di 25 anni che studia a Colonia l'ex assessore Alessandro Schiavelli (nella foto), 57 anni racconta le ultime ore attaccato al telefono dopo l' alluvione che in Germania ha provocato morti e dispersi. «Mia figlia studia all'università di Colonia e si trova nel nord Reno Westfalia in Renania Palatinato già da alcuni anni – spiega Schiavelli – . L'altra mattina mi ha chiamato dicendomi che pioveva da parecchi giorni in modo veramente forte e che si trovavano nel pieno dell'alluvione . Ma la cosa più preoccupante era che erano rimasti senza luce. Fortunatamente erano tutti sani e salvi ». Gli studenti, fra cui moltissimi stranieri sono stati evacuati. Non era sicuro che restassero nelle stanze. « Tutto bene per loro – aggiunge Schiavelli – ma il palazzone dello studente dove alloggiava aveva le cantine completamente allagate. Di conseguenza c'era stato un blackout e i tecnici avevano avvisato che almeno per una settimana quella sarebbe stata la situazione».
Circostanze sfavorevoli, un ambiente invivibile. Fra l'altro luglio è il mese in cui gli studenti della facoltà hanno più esami.«Solo lei ne deve sostenere sette, ma non poteva neppure studiare – dice Schiavelli –. Non è rimasto altro da fare che prenotare un bed and breakfest . Così la ragazza si è sistemata anche con la mia grande tranquillità di babbo. Le ho anche detto di provare a rivolgersi al consolato italiano di Colonia , ma sembra proprio che secondo i racconti delle ragazze possa servire a poco . L'importante è che mia figlia stia bene. Non importa nulla dei soldi che saranno spesi per questa ospitalità a pagamento. Deve stare tranquilla per gli esami» .
La situazione è stata molto particolare e più di tutto straordinaria. «Come genitore mi trovo a mille duecento chilometri di distanza - commenta il padre – . Non ci sentiamo rappresentati in loco, poiché c'è questo senso di abbandono. La vivi con ansia e apprensione ovviamente. Pur essendo sempre positivi verso la Germania, sennò non ce l'avrei mai mandata a fare giurisprudenza così lontano. Certo mi sembra incredibile che gli appartamenti dell'università debbano rimanere per più di una settimana senza luce e che i responsabili della struttura non riescano a trovare un modo per accomodare e sistemare questi ragazzi. Come possono immaginare che sia normale che restino al buio senza poter cucinare ne' usare l'elettricità per l'acqua calda. Ho sentito la sfiducia che si è poi vista nei confronti dei rappresentanti dell'Italia all'estero in caso di bisogno. Come ex politico mi darò da fare perché la ritengo una cosa vergognosa». —
Simona Peselli
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