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Piazza 4 Novembre, in dubbio l’allestimento del mercato

Piazza 4 Novembre, in dubbio l’allestimento del mercato

Il consigliere cinque stelle Parlanti va all’attacco di giunta e maggioranza per le scelte fatte nella zona del centro

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LAMPORECCHIO. «Voci insistenti danno per assai probabile che l’amministrazione voglia definitivamente spostare il mercato alimentare da piazza 4 Novembre per collocarlo in piazza Berni. Non c’è certezza e quindi la domanda pare legittima. Il bello è che, se così fosse, ciò parrebbe essere motivato dal fatto che il fondo della piazza si macchierebbe. Ci sono voluti anni per capirlo? Non era chiaro sin dall’inizio? ».

Così inizia un intervento di Luca Parlanti, consigliere comunale M5S. «Il bello della questione – prosegue – è che la collocazione dei banchi alimentari parrebbe essere quella di piazza Berni. Dove, secondo il Piano di recupero del centro storico, che giunta e consiglio si sono approvati e che io ho fortemente contestato, è previsto un rifacimento con lo stesso fondo e le stesse caratteristiche di piazza 4 Novembre per la piazza davanti il Comune. È illogico, ed è ulteriore dimostrazione della mancanza di lungimiranza che contraddistingue le scelte politico amministrative di questa giunta».

«Se certe indiscrezioni fossero confermate – sottolinea Parlanti la piazza “croce” purtroppo senza alcuna “delizia” di Lamporecchio, nata anche per ospitare il mercato (così disse l’attualemaggioranza), non sarebbe più funzionale nemmeno ad esso. Ci dicano, che utilità ha questa piazza strutturata e rimaneggiata in questo modo? Oltretutto per spostare il problema in un’altra (Berni) che l’amministrazione vorrebbe nello stesso stile (e lo stesso logico deterioramento) di quella 4 Novembre. Il progetto di fatto “esporta” l’idea della piazza un po’ ovunque nella zona centrale».

«Il dato politico – conclude – è che questa amministrazione più si accanisce su quest’opera, nata male e destinata a finire peggio, più ci mette mano, più investe in essa, e più commette errori, errate valutazioni, che si sommano ad altri errori, tutti quasi unanimemente risaputi, contestati, evidenziati. Uno stato confusionale mai visto prima, di cui la piazza è solo l’esempio più visibile». —

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