Il Tirreno

Montecatini

L’intervento 

L’aumento del costo dei rifiuti? Ci pensi la Regione a pagarlo

Con un documento firmato dal sindaco e dai partiti della maggioranza si contesta la decisione di riversare sui comuni i maggiori costi

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MONTECATINI. «Con Ato spenderemo meno a fronte di un servizio migliore. Queste le parole proferite dall’allora Presidente della Regione Enrico Rossi quando era impegnato a promuovere la formula del gestore unico per lo smaltimento rifiuti, e come volevasi dimostrare le tariffe aumentarono subito dal primo anno di entrata vigore del servizio del nuovo gestore».

La maggioranza di centrodestra al Comune di Montecatini, guidata dal sindaco Luca Baroncini, pubblica un un documento in cui contesta fortemente gli aumenti decisi di recente. Con lui, firmano Luciana Bartolini (Lega), Francesco Bentivegna (Foza Italia), Ilaria Michelucci (Fratelli d’Italia).

Ma andiamo per ordine. «Il contratto unico con Ato Toscana Centro (l’autorità di ambito per il servizio di gestione integrata dei rifiuti), sottoscritto dalla Regione Toscana – si legge nella nota – prevedeva una base tariffaria definita sull’impegno da parte della stessa Regione di realizzare ulteriori impianti di smaltimento al fine di provvedere alla loro lavorazione all’interno del territorio regionale. La mancata realizzazione dei suddetti impianti, previsti nella pianificazione di ambito, costringe il gestore Alia a esportare i rifiuti al di fuori del territorio regionale, con un aggravio dei costi di smaltimento che la Regione vorrebbe fare ricadere sui cittadini, rei di risiedere nei vari comuni che hanno accettato questa scellerata soluzione».

Se la Regione, inadempiente, non è stata in grado di rispettare gli impegni presi, è opportuno «che provveda direttamente con le proprie casse ai contributi di riequilibrio finanziario, senza creare nuovi aggravi per le casse dei comuni, già peraltro provati da 15 mesi di pandemia».

«È doveroso sottolineare – dicono i firmatsri – che nel caso di Montecatini Terme, l’inattività dell’intero comparto ricettivo e la drastica riduzione di operatività di negozi ed esercizi hanno inevitabilmente prodotto un crollo dei volumi di rifiuti da smaltire. E pertanto sul principio di pagare sulla base dei rifiuti prodotti, i montecatinesi avrebbero diritto quanto meno ad una compensazione tra aumenti e crollo dello smaltito».

Tutti i comuni toscani amministrati dal centrodestra e un cospicui numero di quelli di centrosinistra, nel corso dell’assemblea Ato Toscana Centro dell’11 dicembre 2020, votarono no agli aumenti prospettati «perché ritenuto inaccettabile fare ricadere sui comuni, e conseguentemente sulle spalle dei cittadini, le inadempienze contrattuali della Regione. Non intendiamo fermarci ad una semplice dichiarazione di dissenso, ma intendiamo dare battaglia perché l’incapacità dei singoli, protetta e celata dalla ragione di partito, una volta per tutte deve finire». —



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