Fanno saltare in aria il bancomat delle poste e scappano dopo aver raccolto le banconote
Usano troppo esplosivo e la cassaforte contenente 70mila euro si sventra: soldi sparsi nell’ufficio e alcuni biglietti incendiati
Massimo Donati
PIEVE A NIEVOLE. In gergo si chiama “marmotta”. Una sorta di piastra metallica a forma di rettangolo assemblata artigianalmente con saldato un lungo manico. E cava all’interno, in modo da poter essere riempita di esplosivo. Come hanno fatto i quattro banditi che ieri, un paio d’ore prima dell’alba, hanno fatto saltare in aria il bancomat dell’ufficio postale di Pieve a Nievole. Per poi dileguarsi in una manciata di minuti con un bottino sicuramente inferiore a quello preventivato: di esplosivo, infatti, ne hanno utilizzato un po’ troppo, tanto che sono riusciti ad arraffare solo una parte dei 70mila euro che erano contenuti nella cassa, mentre molte banconote sono state o bruciate dalla vampata oppure sparpagliate all’interno dell’ufficio.
Erano all’incirca le quattro quando il boato ha svegliato gran parte dei residenti del quartiere residenziale di via del Poggetto. I ladri hanno potuto lavorare in relativa calma, visto che lo sportello automatico si trova sotto il portico dell’ingresso e in parte riparato da una siepe alla vista di chi si trova a passare lungo la strada principale. Come detto, hanno utilizzato una cosiddetta “marmotta”, spingendola a forza all’interno del bancomat attraverso la fessura da cui vengono erogate le banconote. Quindi hanno fatto detonare l’esplosivo (probabilmente in gel) con due cavi elettrici collegati a una batteria. Un’esplosione più potente del previsto, che ha sventrato lo sportello automatico, sia la sua parte esterna che la cassaforte che sporge all’interno del salone dell’ufficio postale, proiettando in giro pezzi di metallo e banconote. Per recuperare più denaro possibile, a quel punto i ladri – sembra quattro, tutti incappucciati – hanno forzato la porta d’ingresso dell’ufficio postale con un piede di porco e hanno raccolto da terra le banconote ancora integre, in una corsa contro il tempo, prima che sul posto accorressero carabinieri e guardie giurate.
Alcuni residenti della zona, che si erano affacciati alle finestre dopo aver udito la potente deflagrazione, hanno fatto in tempo a scorgerli mentre fuggivano a bordo di un’auto.
Nelle prossime ore i carabinieri esamineranno le immagini dell’impianto di videosorveglianza in cerca di elementi utili per le indagini. —
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