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Già a inizio settimana il via ai lavori per smontare la torre
Sarà il Comune di Pescia a farsi carico dei 100mila euro necessari per il cantiere Se tutto andrà bene, il ponte degli Alberghi potrà essere riaperto entro il 10 luglio
Luca Signorini
Pescia. Il cantiere per la messa in sicurezza della torre del Molinaccio dovrebbe essere installato tra lunedì e martedì. Ci vorrà un massimo di due settimane per terminare i lavori: ovvero lo “smontaggio” delle parti a maggior rischio crollo sulla sommità del bastione, alto 18 metri, che segna il confine tra Uzzano e Pescia. In sostanza una “rimozione controllata di elementi costruttivi” mattone dopo mattone, e calcinaccio dopo calcinaccio. La via Francesca Vecchia, chiusa al traffico da più di una settimana nel tratto tra il ponte degli Alberghi e via Parri, riaprirà alle auto dunque prima del 10 luglio. Un sospiro di sollievo per residenti e commercianti alle prese con nuovi disagi.
Lo hanno annunciato ieri il sindaco di Uzzano Dino Cordio e gli assessori pesciatini Aldo Morelli e Fabio Bellandi.
Sarà il Comune di Pescia a coprire il costo dell’intervento, che si aggira intorno ai 100mila euro.«Poi partirà un percorso parallelo che ci vedrà richiedere alla proprietà (la famiglia fiorentina Rastrelli Granchi, nda) le somme spese per l’intervento, ma ora era importante mettere in sicurezza il manufatto, che risale al 1300 ed è un pezzo importante della nostra storia», ha detto Morelli.
Così Cordio: «Ora è importante superare l’emergenza anche per quanto riguarda la viabilità, e in una seconda fase mi piacerebbe partecipare a una forma di recupero di questo monumento».
Mercoledì scorso il cedimento di parte della copertura della Torraccia, “implosione totale del tetto con elementi lignei, costituenti l’orditura, in precarie condizioni di stabilità, e cedimenti e fessurazioni diffusi sulle murature perimetrali portanti”, hanno spiegato i tecnici.
Troppo alto il rischio di nuovi crolli: per questo i vigili del fuoco hanno piazzato i new jersey sulla provinciale vietando la circolazione a data da destinarsi. Il giorno dopo un’ordinanza “contingibile e urgente” intimava i proprietari a intervenire nel giro di tre giorni, richiesta però disattesa. Dunque l’amministrazione si è fatta carico della bega, “al fine di eliminare nel più breve tempo possibile ogni fonte di pericolo per gli edifici circostanti nonché per la pubblica incolumità”. Una corsa contro il tempo che martedì ha ricevuto il via libera della Soprintendenza dei beni storici, che dal 1974 ha messo sotto tutela la torre e poi l’ha abbandonata. È di ieri la delibera di giunta per “l’esecuzione d’ufficio” dell’opera di contenimento al Molinaccio. E all’inizio della prossima settimana arriverà quindi una piattaforma elevatrice con cestello (prima l’Enel dovrà staccare la luce in prossimità del cantiere): da lì sopra gli operai smonteranno pezzo per pezzo gli elementi a rischio crollo. —
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