Il Tirreno

Montecatini

“Great Spas of Europe” diventa realtà 

Le Terme di Montecatini patrimonio dell’Unesco

David Meccoli
L’ex consigliera Beatrice Chelli con l’ex sindaco Bellandi a Parigi alla presentazione della candidatura
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L’ex consigliera Beatrice Chelli con l’ex sindaco Bellandi a Parigi alla presentazione della candidatura

Pd e Italia Viva anticipano l’annuncio ufficiale che verrà dato a luglio in Cina. «Marcia di undici anni intrapresa dall’ex sindaco Bellandi e da Beatrice Chelli»

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David Meccoli

MONTECATINI. Tra due mesi la città entrerà a far parte del patrimonio mondiale dell’umanità e la notizia ci verrà data…in Cina. A rivelare l’ufficialità sono i gruppi consiliari di Pd e Italia Viva, che hanno seguito la procedura di candidatura fin dai primi istanti (soprattutto con l’allora consigliera comunale Beatrice Chelli e con l’ex sindaco Giuseppe Bellandi).

«Il lavoro di dieci anni, giunto a termine con la presentazione del dossier della candidatura avvenuta a Parigi nel gennaio 2019 – dicono i due gruppi – apre una nuova epoca per la nostra città, nella speranza che questo patrimonio possa tornare a splendere».

I due gruppi di minoranza chiedono pertanto la convocazione di un consiglio comunale al fine di condividere le iniziative per preparare adeguatamente Montecatini per il grande evento della 44esima assemblea generale del patrimonio mondiale dell’Unesco, che si terrà a Fuzhou dal 24 al 28 luglio.

«Chiederemo anche uno stanziamento finanziario adeguato», dicono Pd e Italia Viva, che poi ripercorrono le tappe che hanno portato a questo importante riconoscimento. «Questa avventura è iniziata nel novembre 2010, quando arrivò, da parte della città tedesca di Baden Baden, l’invito a partecipare a una riunione nella quale sarebbe stato sottoposto un progetto per una candidatura Unesco. Il sindaco Bellandi, che su proposta di Edoardo Fanucci aveva nel programma la candidatura del Tettuccio, aderì e decise di mandare in “esplorazione” la consigliera Chelli, che era già presidente di un Club Unesco e della commissione consiliare Unesco (la città aveva infatti già inserito nel proprio programma elettorale questo obiettivo)».

Il progetto, trasformatosi, in “transnazionale” (7 gli Stati coinvolti) era molto complesso e all’inizio erano pochi quelli che ci credevano. Ma l’idea è andata avanti e si sono costituiti tre gruppi di lavoro: uno politico (costituito dai sindaci o da loro rappresentanti, per Montecatini ha sempre partecipato Beatrice Chelli), uno con esperti esterni (per la nostra città ha partecipato Claudia Massi) e un gruppo di rappresentanti dei ministeri.

«Abbiamo poi stretto un accordo e lavorato in partnership con l’Università di Firenze, Facoltà di Architettura – raccontano Pd e Italia Viva – e nel corso degli anni siamo arrivati a delineare non solo gli aspetti tecnici presenti nel dossier di candidatura, ma anche a selezionare le città che hanno presentato la propria candidatura delle “Great Spas of Europe”».

Quindi ci sono stati l’inserimento nella tentative list, la redazione di un Piano di gestione e la firma dei 7 ambasciatori Unesco. Oltre a Montecatini, entreranno nel patrimonio Unesco Karlovy Vary, Marianske Lazne, Františkovy Lazne (Repubblica Ceca); Vichy (Francia); Spa (Belgio); Bath (Inghilterra); Baden Baden, Bad Ems e Bad Kissingen (Germania); Baden bei Wien (Austria). «Siamo certi che l’attuale amministrazione vorrà sviluppare un’adeguata gestione della vicenda, a partire dal prossimo consiglio comunale», concludono i due gruppi consiliari. —

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