«Vaccini: associazioni di volontariato presenti anche quando il lavoro si farà più duro»
Hub al Palaterme di Montecatini: Pellegrini sottolinea l’impegno di Ssp, Misericordia e Croce rossa. «Non c’è solo la Protezione civile. E basta con le polemiche sterili»
Simona Peselli
MONTECATINI. All’Hub del Palaterme non esiste soltanto la Protezione Civile. Per confermare questo dato di fatto arriva Gabriele Pellegrini, presidente della Società di soccorso pubblico, che si fa portavoce delle associazioni in campo. «È un lavoro duro svolto da tre associazioni di volontariato. I vaccini sono inoculati da infermieri professionali, così come i medici presenti. La Protezione civile è impegnata in un lavoro encomiabile, certamente, sono stati premurosi e delicati con i cittadini. Ma è giusto mettere i puntini sulla “i”».
Dal momento che stanno per arrivare i mesi estivi non sarà tutto così scontato. «Nelle prime settimane, cavalcando l’entusiasmo, sono tutti bravi – continua Pellegrini – ma il lavoro duro si farà sentire da luglio e agosto in poi, con il grande caldo. Ogni giorno si alternano tre turnazioni per Hub con 10 volontari. Ma non esiste solo il Palaterme. Ci sono anche altri servizi da svolgere in una città».
Nell’Hub ci sono sei postazioni suddivise, due a testa, tra Croce Rossa, Misericordia (con un coordinamento formato da Misericordia Montecatini, Uzzano e Casalguidi) e Soccorso Pubblico. «Si era parlato di fare 1.080 vaccini al giorno – spiega Pellegrini – ma al momento siamo intorno a una cifra che si aggira sui 600 quotidiani. Si comincia alle 7,30 fino alle 22,30. Sarà un lungo progetto, occorre umiltà per capire chi veramente lavora, non ci sono protagonisti assoluti».
Il Soccorso pubblico e i medici. «A oggi – prosegue Pellegrini – siamo l’unica associazione che mette a disposizione un pool di medici volontari capitanati da Beppe Bellandi. Oltretutto la Ssp è parte integrante della protezione civile».
Il presidente Gabriele Pellegrini va deciso: «Basta con polemiche sterili, serve umiltà e cooperazione da parte di tutti. La battaglia contro il virus imperversa inesorabile da oltre un anno. Attacchi simili rendono vani tutti gli sforzi fatti sono a ora e quelli che ci accingeremo a fare».
Pellegrini si riferisce alla polemica scaturita dopo le lamentele di un volontario costretto a comprarsi, pagando di tasca sua, una bottiglia d’acqua. “Prima di tutto – aggiunge – non è il momento di malumori. Poi non mi piace che chi vuole lamentarsi lo faccia in maniera anonima. Bisogna avere il coraggio delle proprie azioni. Capisco comunque che i volontari che, gratuitamente, mettono a disposizione il loro tempo debbano essere rispettati. Con un po’ di buonsenso chi di dovere dovrebbe fornire un pasto caldo, un panino e bottiglie d’acqua alle donne e agli uomini delle associazioni in campo».
Intanto il primo appello è stato subito raccolto da Francesco Bentivegna, iscritto di recente alla Prociv. «Con spirito di fratellanza – spiega Bentivegna – che esiste fra tutte le associazioni di volontariato, abbiamo deciso come Prociv (protezione civile) di portare al Palaterme una bella fornitura di bottiglie d’acqua. Grazie a Ivano Lucchesi che quando c’è da fare non si tira mai indietro». –
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