Meteo
All’ex Balducci arriva la Gema Furgoni al posto di scarpe per bimbi
Con 5 milioni si aggiudica all’asta l’intera area industriale Previsti cento nuovi posti di lavoro, di cui 50 già occupati
Luca Signorini
Pieve a Nievole. C'è un futuro (in grande stile) per l'ex calzaturificio Balducci di Pieve a Nievole. L'operazione si è concretizzata di recente.
Fino al 2016 nella fabbrica di via del Melo si producevano scarpe per bambini di alta qualità, 82 anni di storia capaci di dare lustro al made in Italy. Nei prossimi mesi da quei capannoni usciranno furgoni e veicoli commerciali allestiti per le consegne a domicilio e per il settore delle spedizioni. Con un investimento che sfiora i 7 milioni di euro, dove c'era la Balducci si trasferirà Gema, azienda con un'ottantina di dipendenti oggi con sede a Campi Bisenzio.
Il mega spazio da 13.000 metri quadrati coperti e piazzale da 40.000 mq tornerà presto a essere produttivo. Gema ha rilevato le superfici (che erano all'asta) per quasi 5 milioni di euro (il valore iniziale arrivava a 12 milioni, diversi gli incanti andati a vuoto), altri 2 servono per la ristrutturazione e per convertire l'area alle nuove esigenze industriali.
La manovra è molto ambiziosa. A Pieve l'impresa porterà il quartier generale con gli uffici, i reparti di ricerca e sviluppo e di montaggio delle attrezzature. Previsti un centinaio di nuovi posti di lavoro sul territorio: 50 sono già stati definiti nelle ultime settimane, per i restanti le selezioni sono ancora aperte.
«Faremo uno stabilimento tra i più d'avanguardia in Europa – dice Alessandro Lulli, amministratore delegato di Gema – siamo felici di aver fatto questa acquisizione. Domattina (oggi, nda) incontrerò il sindaco e i tecnici comunali per farmi conoscere e presentare il nostro progetto». Aggiunge: «Abbiamo iniziato a lavorare per la sistemazione dello stabilimento, che dopo cinque anni sarà di nuovo operativo. La nostra sede principale sarà a Pieve a Nievole, mantenendo il sito di Campi Bisenzio. Abbiamo già assunto una cinquantina di persone, arriveremo a 100».
Per il paese è un gran colpo. «Con nostro immenso piacere l'ex Balducci non sarà più vuota, si rigenera uno storico stabilimento della Valdinievole – commenta la sindaca Gilda Diolaiuti – . Siamo felicissimi, la Gema restituirà decoro nella zona e darà prestigio a tutto il territorio. Un investimento importante che porterà occupazione in un momento molto difficile per il mondo del lavoro».
La notizia porta una ventata di ottimismo in un momento assai cupo. A questo punto la brutta fine della Balducci sembra quasi un ricordo sbiadito. Eppure è di appena cinque anni fa il definitivo de profundis per difficoltà finanziarie di un'impresa una volta leader nel settore delle calzature per i più piccoli, fondata nel 1934.
Era il 2016 quando furono licenziati gli ultimi 45 lavoratori (negli anni sono arrivati ad essere anche 150) per la cessazione dell'attività in mancanza di commesse e di rivenditori, con crediti difficili da incassare e bilanci sempre più in rosso. La delocalizzazione di una parte di produzione in Tunisia non aiutò nella ripresa e nel risanamento dei conti, messi male da anni. Per questo la famiglia proprietaria (arrivata alla quarta generazione) decise per il passo indietro e per lo stop ai macchinari. Con il marchio ceduto all'azienda Asso di Fermo (nelle Marche), che ancora lo commercializza, e capannoni abbandonati.
A nulla servirono i picchetti degli operai, le trattative con i sindacati e il tavolo aperto in Regione Toscana. La Balducci decise di chiudere. Adesso arriva Gema, ed è una manna dal cielo. —
Luca Signorini
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
