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assemblea delle terme 

È tutto da rifare: l’azienda rigetta le offerte d’acquisto per i beni termali

David Meccoli
È tutto da rifare: l’azienda rigetta le offerte d’acquisto per i beni termali

I soci danno mandato a Michelotti di trovare in tempi rapidi percorsi di risanamento «diversi da quelli ordinari»

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David Meccoli

MONTECATINI. Bocche cucite al termine di un’assemblea dei soci delle Terme molto attesa da tutta la città, che si dovrà però accontentare di uno scarno comunicato stampa nel quale una notizia, comunque, c’è. E non è positiva, visto che conferma quanto avevamo già scritto nelle scorse settimane, ovvero che dall’ultimo avviso pubblico sono emerse manifestazioni d’interesse nei confronti di alcuni beni immobili termali assolutamente non in linea con quanto preventivato dalla società. Risultato? Si torna alla casella del “via” e si riparte alla ricerca di nuove opzioni per salvare e rilanciare l’azienda.

«L’assemblea dei soci – si legge in una nota della società – ha deliberato all’unanimità di non accettare le proposte di acquisto di immobili pervenute a seguito dell’invito a manifestare interesse ritualmente pubblicato dall’amministratore unico Alessandro Michelotti e di incaricare quest’ultimo di verificare (poi riferendone in una prossima assemblea da convocare in tempi rapidi) possibili percorsi di risanamento della società diversi dagli ordinari strumenti di soluzione della crisi».

I beni oggetto di interesse e la cui proposta economica è stata ritenuta non accettabile erano: antenna delle Panteraie, capanno spazzini in pineta, Minigolf, complesso Panteraie, alcuni appezzamenti di terreno e la biglietteria centrale. In totale un valore di oltre 4,5 milioni di euro, contro un’offerta di neanche 2,5.

Per quel che è dato capire, quindi, stop alle vendite e ad altri “strumenti ordinari”, via alle operazioni straordinarie. Che, come in un detto popolare, potrebbe voler dire o bene bene (l’acquisizione della maggioranza del pacchetto azionario da parte di un privato, per esempio), o male male (qualsiasi procedura che abbia a che fare con il diritto fallimentare). L’ennesima mazzata sulle spalle ricurve di un’azienda la cui funzionalità era stata invece sottolineata ancora una volta dalle tre associazioni di albergatori, che erano intervenute per chiedere una campagna di promozione mirata per le Terme e, a tal fine, un incontro urgente a Regione e Comune «per sostenere l’unico prodotto turistico a oggi presente in città». Quello termale, infatti, resta per le tante imprese dell’accoglienza «l’unico vero prodotto turistico in grado di poter salvare una stagione per tanti versi ormai compromessa e di rilanciare le sorti della città». Per questo Apam, Assohotel e Confindustria hanno scritto una lettera all’assessore regionale al turismo Leonardo Marras e al sindaco Luca Baroncini per chiedere di «mettere le Terme al centro di un progetto di valorizzazione e promozione», con «il prodotto termale inteso in tutte le sue sfaccettature: prevenzione, cura, benessere, life-style». Ma dall’assemblea, per ora, nessuna iniezione di fiducia. —

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