Il presidio
È tornato a farsi sentire il rombo dei motori del Rally
La Valdinievole ha ospitato di nuovo la gara dopo un anno di stop per il Covid. E dopo 22 anni la vittoria è andata a un equipaggio “forestiero”: Miele-Beltrame
Larciano. È tornato a farsi sentire forte, domenica 9 maggio, il rombo dei motori in Vadinievole. Terra da sempre appassionata alle gare di automobili che si snodano sulle colline di questo magico spicchio di Toscana. Quest’anno il rally che porta il suo nome, alla sua 36ª edizione, sarà ricordato per due particolarità: la prima volta che si è svolto in tempo di pandemia (nel 2010, infatti, fu cancellato), e la vittoria di due “stranieri” (non succedeva da 22 anni): i lombardi Miele e Beltrame, su Skoda Fabia R5.
Il Rally della Valdinievole e Montalbano, dunque, si è corso interamente nella giornata di domenica nel territorio tra Larciano e Lamporecchio. Organizzato dalla Scuderia Jolly Racing Team in collaborazione con Laserprom 015 e Art Motorsport 2.0 e con il sempre importante sostegno dell’Automobile Club Pistoia, il rally espresso un notevole livello tecnico - sportivo.
L’ultima volta che vinse un pilota proveniente da fuori regione fu nel 1999, con i modenesi Verbilli-Albertini su una Lancia HF integrale, stavolta è toccato all’evergreen lombardo Mauro Miele, in coppia con Luca Beltrame, su una Skoda Fabia R5.
La prima metà del confronto è stata un dualismo tra Miele e l’attesissimo locale Paolo Moricci, in coppia con Garavaldi, anche loro su una Fabia R5, in cerca del primo alloro assoluto dopo diversi podii nel recente passato. L’avvio dei duelli è stato appannaggio di Moricci, inseguito oltre che da Miele pure dal versiliese Gianandrea Pisani, debuttante su una Ford Fiesta R5 (come debuttante alla gara era Miele). E proprio i primi momenti della competizione sono stati invece da lacrime per il locale Luca Artino (Skoda Fabia R5 EVO2), incappato in una foratura all’anteriore destra già sulla prima prova con oltre 1’30 perso; e fatali al pisano Nico Signorini (al debutto con una Fabia R5) uscito di strada durante la prima occasione cronometrata.
Con Miele che difendeva la leadership a spada tratta, certamente sfruttando il notevole ritmo che gli ha dato la prima parte di stagione nella quale ha corso anche tre gare del mondiale WRC, l’ultima delle quali in Croazia due settimane fa, Pisani dalla quinta prova è riuscito a passare secondo a scapito di Moricci ed è stata comunque necessaria l’ultima prova speciale di Lamporecchio per decidere chi avrebbe potuto mettere la propria firma sull’albo d’oro della gara.
Proprio Miele e Pisani hanno suonato la classica “carica” finale a Lamporecchio, un attacco che li ha portati a staccare lo stesso tempo al decimo di secondo, cosicché Miele (che era appunto al comando) ha potuto trionfare con merito. E con merito Pisani ha finito con la medaglia d’argento, peraltro al volante della vettura più anziana del lotto delle top car al via. Moricci ha finito comunque con il “bronzo”, segno di una buona progressione di feeling con la vettura.
Con gli applausi ha terminato anche il lucchese Alessio Della Maggiora, con Favali, anche loro su una Fabia R5, autori di una prestazione di valore, costantemente ai vertici e mai incappati in errori, segno di una continua crescita del driver. Top five centrata poi dal sardo Marino Gessa, con Pusceddu (Skoda Fabia), una coppia che in Toscana riesce sempre ad esaltarsi con risultati concreti. —
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