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L’idea di un “tetto temporaneo” in via Elsa Morante è naufragata

Luca Signorini
L’idea di un “tetto temporaneo” in via Elsa Morante è naufragata

La casa è da tempo inutilizzata e all’esterno è stata accatastata della mobilia Ora il Comune sta cercando di trovare una nuova destinazione all’alloggio

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Luca Signorini

MONSUMMANO. È inutilizzata da qualche mese e si vede guardandola dall'esterno: erba un po' troppo alta, cancello e ringhiera arrugginiti, mura scrostate, diversi arredi e mobilia accatastati su un terrazzo. I residenti di via Elsa Morante l'hanno fatto notare al Comune di Monsummano. Sembra abbandonata l'abitazione per l'emergenza abitativa nella zona di Grotta Parlanti, l'unica in città con questa funzione, che si trova al termine di una viuzza a fondo chiuso affacciata sull'autostrada A11.

Spiega la situazione l'assessora al sociale Roberta D'Oto: «L'ultima famiglia ospite è andata via a fine novembre 2020. Secondo la normativa, almeno per un anno non possiamo sgomberare l'appartamento delle cose di proprietà delle persone che erano alloggiate, perché la mobilia potrebbe essere richiesta indietro. Adesso inizieremo a portare via gli arredi temporaneamente depositati all'ingresso della palazzina, la famiglia che ha lasciato la casa darà la sua liberatoria».

La circostanza ha spinto l'amministrazione a ripensare l'utilizzo di questo immobile, inaugurato nell'aprile 2009 e costato 300.000 euro (con 150.000 dalla Regione Toscana), dotato di tre alloggi (nove letti in tutto), due bagni e una cucina in comune, in passato dato in gestione a delle cooperative sociali. «L'abitazione era pensata per dare un tetto temporaneo a persone con reali necessità socio-assistenziali, senza disponibilità di altro alloggio – dice D'Oto – da regolamento comunale, la permanenza era per un massimo di 3 mesi, con eventuale proroga di 30 giorni, con gli utenti che contribuivano con una spesa forfettaria per luce, acqua e gas. Purtroppo nel corso del tempo le famiglie ospiti non lasciavano l'alloggio dopo tre mesi, anzi alcune in particolari condizioni ci sono rimaste per anni».

È venuto meno dunque lo scopo originario, e la struttura di via Morante è diventata nei fatti una casa popolare, dove però nessuno pagava l'affitto.

Da qui il tentativo di cambiarne la destinazione, «stiamo lavorando a un progetto sempre dedicato al sociale insieme alla Società della Salute, ma ancora non si è concretizzato», sottolinea l'assessora.

Intanto il Comune ha cambiato strategia in merito all'emergenza abitativa: le famiglie che si trovano all'improvviso senza casa vengono accolte in alcune strutture alberghiere di Monsummano (verrà tra l'altro rifatto un bando per ricevere le manifestazioni di interesse di hotel e B&B), e il municipio paga il conto per i primi 15 giorni di permanenza.

Superate le due settimane, vengono concessi contributi e agevolazioni per il pagamento dell'affitto e delle bollette mensili. —

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