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Ricordare Giulio Regeni In dono uno striscione

Roberto Grazzini

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BUGGIANO. In questi giorni Yuri Martone, in veste di nuovo segretario del Circolo Pd di Buggiano ho consegnato al sindaco Daniele Bettarini lo striscione del comitato “Giulio Siamo Noi” , come si legge nella sua nota, «per ribadire anche nel nostro comune la volontà di sapere la verità avere giustizia. Ringrazio oltre all'amministrazione, Lorenzo Speranzoso e Giacomo Ghilardi che si sono spesi molto per la mozione in consiglio comunale. Questo è il primo passo ufficiale che ho voluto fare da segretario di Circolo. Incontrerò tutte le attività del territorio, creeremo degli eventi di inclusione per tutti i cittadini, ma Giulio l'ho sempre sentito vicino e la sua morte mi ha sconvolto. Un piccolo gesto per un grande dolore».

Giulio Regeni era pronto a battersi contro le ingiustizie come dicono coloro che lo hanno conosciuto ed ammirato per il suo operato. Nel 2016 stava conseguendo un dottorato di ricerca presso il Girton College dell'Università di Cambridge, e si trovava in Egitto per svolgere una ricerca sui sindacati indipendenti egiziani presso l'Università Americana del Cairo. In alcuni articoli, scritti anche con lo pseudonimo di Antonio Drius e pubblicati dall'agenzia di stampa Nena, aveva descritto la difficile situazione sindacale dopo la rivoluzione egiziana del 2011. Un personaggio scomodo che, dopo l‘improvvisa sparizione, il corpo nudo, privo di vita ed atrocemente mutilato del ricercatore italiano fu trovato il 3 febbraio di quell’anno. in un fosso lungo la strada del deserto Cairo-Alessandria. —

Roberto Grazzini

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