Si sono moltiplicate per cinque in un anno le persone che chiedono il pasto alla mensa
Al Centro ascolto ora si seguono i casi anche di tanti italiani che hanno perso il lavoro. Dodici sistemazioni in co-housing
MONTECATINI. La parola magica di questa bella storia di solidarietà è “ascolto”. Questa è la filosofia che anima l’azione del Centro ascolto diocesano, che da quasi 25 anni opera nei locali messi a disposizione dalla parrocchia di Santa Maria Assunta di Montecatini, a lato della omonima Basilica.
Fra un incontro e l’altro con chi bussa fiducioso alla porta di questa benemerita istituzione, incontriamo Antonino Ruggiero, responsabile della sede, e Rossana Falvella, operatrice. «Sin dagli inizi – ci dice Ruggiero – abbiamo cercato di privilegiare il rapporto umano. La profonda crisi economica, dovuta alla pandemia, ha colpito ancor più duramente una realtà come Montecatini, con un’economia basata sul turismo e sull’indotto dell’intrattenimento. Basta pensare che il 10 marzo del 2020 la locale mensa distribuì meno di 10 pasti. Durante il periodo dell’emergenza, le richieste di aiuto alimentare sono cresciute enormemente, e oggi vengono preparati circa 55 pasti da asporto».
Un altro termometro di questa situazione di estrema difficoltà è la costante presenza di persone che varcano la soglia del Centro, fra piazza del Popolo e via Mazzini, per fruire delle distribuzioni di alimenti e vestiario gestite dai volontari della Parrocchia di Santa Maria Assunta. Si tratta di molti nuclei familiari, spesso con tre o più figli, prevalentemente di origine straniera. Anche se, negli ultimi tempi, la presenza di famiglie italiane è in deciso aumento, come ci comunicano fonti della parrocchia. «Negli ultimi tempi – prosegue Ruggiero – stiamo ascoltando problematiche di persone che non si sarebbero mai aspettate di rivolgersi a noi. Si tratta in molti casi di ex dipendenti degli hotel cittadini che, a causa del blocco del turismo, hanno perso il lavoro stagionale che rappresentava per loro l’unica fonte di sostentamento. Vi sono poi anche altre tipologie di criticità, ognuna con una sua storia alle spalle. Noi ci adoperiamo in favore di tutti, coordinandoci costantemente, con i Servizi sociali del Comune di Montecatini e con la Società della salute. Preziosa è stata infatti negli anni l’opera della dottoressa Marta Bonaguidi e di Emanuele Tagliaferro, responsabile del Centro operativo comunale».
Un aspetto che poi sta emergendo ancora di più in questo particolare momento, è l’emergenza abitativa. «Noi ci occupiamo – ci dice l’operatrice Rossana Falvella – anche della gestione di alcuni appartamenti, anche di proprietà comunale. Attualmente gestiamo tre abitazioni e assistiamo, come progetti di co-housing, o in avviamento di autonomia abitativa, circa 12 persone. Si tratta di soluzioni di emergenza. La penuria di alloggi è endemica in questa città. Quando poi cerchiamo di mediare per risolvere qualche situazione, ci troviamo a sbattere contro un muro di gomma eretto dai proprietari, che mal digeriscono di locare i loro vani a chi sia in odore di aiuto da parte di qualche struttura, o che percepisca semplicemente il reddito di cittadinanza». –
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