Montecatini

il dramma degli ex dipendenti degli hotel 

Lavoretti, pulizie, vendemmia stagionali da un anno senza soldi

G.F.

Separata, con due figli, prima guadagnava 900 euro più le mance, ora vive con 400 euro che riceve dall’ex marito e gli aiuti delle parrocchie

11 aprile 2021
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MONTECATINI. Fra coloro che si stanno mettendo in fila per ricevere gli aiuti alimentari dalle strutture parrocchiali, vi sono molti ex dipendenti stagionali delle strutture alberghiere. Si tratta, generalmente, di lavoratori oltre i 40 anni, molti dei quali con figli a carico. «Ormai è un anno che sono a casa – ci dice Carmela, origini siciliane, cameriera tuttofare in un hotel di via 4 Novembre – e con due figli a carico vi assicuro che è dura. Il mio stipendio oscillava intorno alle 900 euro, senza contare le mance dei clienti più generosi. Adesso devo arrangiarmi con qualche ora come colf. Sono separata e mio marito mi versa 200 euro per ogni figlio. Pago 550 euro di affitto e senza gli aiuti alimentari delle parrocchie, non saprei davvero come fare».

A Montecatini, oltre alla Parrocchia centrale di Santa Maria Assunta, sono attive nella distribuzione di cibo anche le strutture ecclesiastiche del Corpus Domini e della Chiesa di Sant’Antonio, accanto alle Scuole Pascoli. È qui che si reca a riempire i suoi borsoni Marcello, bagnaiolo doc, ex portiere di notte di un hotel del centro che, nel frattempo, ha anche cessato l’attività.

«I gestori – ci dice – non hanno rinnovato il loro contratto lasciando noi dipendenti con alcuni stipendi in sospeso... Io (come succede spesso) ero assicurato per quattro ore giornaliere, anche se in realtà di ore ne facevo molte di più. Non ho avuto neanche diritto alla disoccupazione e, da marzo, mi sto arrangiando con vari lavoretti che trovo in qua e in là. A ottobre ho partecipato anche alla vendemmia nelle vigne di Montecarlo. Ed anche lì, per riscuotere mi sono dovuto far sentire… Vivo solo e non posso pretendere grandi quantità di cibo. Del resto, è giusto che sia aiutato maggiormente chi ha una famiglia numerosa».

Ed è in questa tipologia familiare che rientra Florentina, romena di quarantacinque anni, con tre figli a carico più i genitori non del tutto autosufficienti che vivono con lei. Erano molti anni che lavorava come aiuto cuoca e cameriera di sala in un grande albergo, che aveva la maggior parte della clientela nei gruppi delle gite organizzate. «Con il Covid – ci racconta – è finito tutto ed è un anno che sono a casa. Avevo trovato un lavoro come badante, non qui, ma a Modena, dove abita una mia cugina. Poi la signora che assistevo è morta e io sono dovuta tornare indietro. Per pagare la luce, mi faccio aiutare dai servizi sociali. Il metano me lo sono fatta staccare. Adesso per fare da mangiare e per cucinare usiamo le bombole a gas, proprio come facevamo in Romania. Prima avevo uno stipendio di 850 euro, più qualcosa che mi veniva dato come extra. Adesso mi arrangio facendo la baby-sitter a chiamata».

«Amavo andare nei supermercati di «Montecatini – conclude – ma adesso posso farlo più. Il cibo che porto in tavola, viene in pratica tutto dagli aiuti che ricevo». —

G.F.

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