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L’appello: vaccinazioni subito per i disabili e i loro familiari
Marisa Biancardi: chi si occupa 24 ore su 24 di persone con handicap non può passare tutto il giorno davanti a un computer per prenotare l’iniezione
Ci vuole tutela e rispetto per le famiglie con disabili. Soprattutto in questo anno di pandemia che ha stravolto abitudini e ritmi di vita di ragazzi che non possono comprendere appieno cosa significhi convivere con una pandemia. In particolare, occorrerebbero sensibilità e aiuti per prenotare i vaccini.
Sono infatti moltissime le persone che non hanno dimestichezza con i portali web, oppure che non ce la fanno a stare ore e ore davanti ad uno schermo in attesa del momento giusto per prenotare, perché si devono occupare del disabile che hanno in casa. Eppure per i disabili e i componenti delle famiglie con cui stanno a contatto diretto occorrerebbero vaccini al più presto. Ma soprattutto ci vorrebbe una lista automatica, senza bisogno di seguire processi di iscrizioni, prenotazioni e poi ancora e ancora. Non un percorso ad ostacoli per famiglie che di ostacoli ne devono superare tanti, ormai da soli a causa della pandemia.
L'appello arriva da Marisa Biancardi, presidente della fondazione “Mai Soli” di Pieve a Nievole. «Il portale – spiega Marisa – chiede informazioni, apre e chiude continuamente e riuscire a prenotarsi è una lotteria. “Tuttiinsieme” è l'associazione di famiglie con figli disabili che, insieme ad altre, ha costituito la fondazione “Mai Soli”. Raggruppiamo più di sessanta nuclei famigliari della Valdinievole. Ci sono i ragazzi più giovani che vanno a scuola anche in zona rossa, mentre gli adulti fortunatamente, a piccoli gruppi , per qualche ora possono continuare a frequentare i centri diurni socio riabilitativi e sono stati vaccinati».
Ora più che mai è necessario continuare i progetti di socializzazione. «Tenere tutto il giorno i nostri disabili in casa è una grande difficoltà – racconta Marisa – molte famiglie si devono occupare senza sosta di loro. Da più di un anno siamo fuori da ogni tipo di incontri e socializzazioni. Prima organizzavamo eventi e cene per autofinanziarci, ma soprattutto per confrontarci e stare insieme. Adesso fra noi ci sentiamo in videocall oppure per telefono, per scambiarci opinioni. In queste ultime settimane l'argomento principale verte sui grandi problemi che stiamo affrontando per le prenotazioni dei vaccini ».
Molti sono rimasti fuori , altri hanno avuto l'appuntamento a maggio. I vaccini per i ragazzi disabili, che molto spesso non portano la mascherina e hanno bisogno del contatto fisico, sono veramente necessari. Ma anche per i genitori o famigliari che si occupano di loro. «La nostra più grande paura – continua Marisa – e che possano infettarsi loro, oppure noi. Per esempio se io mi ammalo, chi si occuperà di mio figlio disabile di 46 anni mentre sono in ospedale? Senza contare le difficoltà che dovrebbero affrontare se dovessero essere ricoverati in ospedale. Da soli, senza il conforto di un familiare, senza capire che deve essere così, perché esistono le norme anticovid».
Per i disabili e soggetti fragili sul portale Prenotavaccino ci sono state mamme che sono rimaste incollate ai computer per riuscire a prenotare. Ma anche quelle che dopo tanta fatica sono tornate indietro a mani vuote. «Una mamma della nostra associazione – conclude Marisa – ha portato il figlio autistico a Firenze. Aveva chiesto la presenza di più persone per aiutarla a farlo stare tranquillo. Ma l'hanno rimandata indietro insieme al figlio, perché si sono accorti che il ragazzo compirà 18 anni fra due mesi. E le hanno rimandato la vaccinazione. Una situazione assurda. I nostri sono tutti casi particolari e come tali andrebbero considerati e trattati». —
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