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Montecatini

l’allarme 

I vigili del fuoco di Pescia «Siamo sotto organico più rischi per i cittadini»

Maria Salerno

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PESCIA. «Siamo troppo pochi e a farne le spese rischia di essere tutta la popolazione della Valdinievole». A lanciare l'allarme sono le rappresentanze sindacali dei vigili del fuoco: il coordinamento provinciale di Pistoia della Fns Cisl e il Conapo (sindacato autonomo dei vigili del fuoco), che rivolgono alle istituzioni un accorato appello perché le criticità in cui versa l'intero comparto provinciale e il distaccamento di Pescia e Montecatini in particolare possano al più presto trovare rimedio. «Il comando provinciale è sotto organico di 32 unità, a questo si aggiungano 6 pensionamenti che avverranno da qui alla fine dell'anno – ha spiegato Marco Della Felice, del coordinamento Fns Cisl – fino allo scorso 31 dicembre la situazione era tamponata dal richiamo del personale libero dal servizio, ma da mesi questo non avviene più perché non ci sono le risorse economiche sufficienti a pagare il servizio straordinario con cui poter garantire almeno il numero delle presenze minime in servizio che non deve essere inferiore a cinque». Attualmente, oltre al mancato reintegro del personale mancante in organico, è stato limitato il richiamo in servizio dei vigili del fuoco volontari discontinui. «A pagarne il prezzo maggiore è il territorio della Valdinievole – ha evidenziato Della Felice – in particolare quello interessato dal distaccamento di Pescia di frequente ridotto a tre unità, e quello di Montecatini che non ha mai ricevuto la piena assegnazione dell’organico previsto e, per questo, il più delle volte depotenziato dalle sette unità previste per il servizio operativo, a cinque soccorritori (due in meno per ogni turno su quattro turni per un totale di otto persone) che non potranno, in quella condizione, garantire il mezzo di soccorso integrativo, indispensabile per le squadre operative». Ad aggravare la già precaria situazione è stato il Covid che ha interrotto anche le sostituzioni tra le sedi. Fino a quando permarrà la zona rossa, infatti, non sono previste sostituzioni del personale da una sede all'altra. Tutto ciò «comporta una maggiore esposizione al rischio di tutta la popolazione, ad esempio quella ricoverata in ospedale o nei centri di cura assistiti a Pescia da tutta la Valdinievole, in caso di incidente stradale, per incendio nelle attività produttive o abitazione – si legge nella lettera alle istituzioni – e ovviamente degli stessi soccorritori dato che, anche se sono in numero minore rispetto allo standard, sono sempre intervenuti e interverranno sempre e in ogni occasione». —

Maria Salerno

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