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«Mo.ca a pagamento ma con opere di valore per affiancare gli Uffizi»
Francesco Bentivegna apre il dibattito sui musei di Montecatini
Montecatini. Proprio nei giorni in cui si discute se organizzare o meno un comitato di esperti con il compito di individuare artisti che possano offrire le loro opere gratuitamente al Mo.ca, il Museo di arte contemporanea allestito all’interno del palazzo comunale, ecco che il dibattito si allarga e va a coinvolgere la struttura stessa del Mo.ca. Se, cioè, è bene che rimanga un contenitore di opere d’arte, magari “minori”, ma donate spontaneamente dai loro esecutori, oppure se possa sperare in uno “scatto” verso l’alto per trasformarsi in museo vero e proprio. Di quelli, insomma, in cui si paga volentieri il biglietto d’ingresso per andare ad ammirare ciò che di bello contiene (mentre ad oggi il Mo.ca è a ingresso gratuito).
E a propendere per questa soluzione, anzi a suggerirla, è Francesco Bentivegna. Che è il coordinatore comunale di Forza Italia, ma soprattutto uno che di arte di campa, essendo il rampollo di una famiglia di esperti in questo settore, titolare di una rinomata galleria in centro.
«Il mio ragionamento – spiega Bentivegna – discende anche dal fatto che Montecatini dovrebbe diventare sede del progetto “Uffizi diffusi”, vale a dire un museo di opere cosiddette minori della famosa Galleria fiorentina. Nel nostro caso quadri del periodo Liberty, che è poi quello che caratterizza l’architettura urbana della nostra città».
«Al tempo stesso – prosegue – va detto che il nostro Mo.ca di contemporaneo ha il nome, ma quanto a contenuti è piuttosto fornito di opere moderne. Vorrei ricordare, infatti, che è considerata arte moderna quella espressa fino alla fine del secolo scorso. E, dunque, anche il nostro capolavoro principale, il quadro di Joan Mirò “Donna avvolta in un volo d’uccello”, non può considerarsi arte contemporanea».
«Io ritengo – spiega dunque Bentivegna – che un museo contenente opere che siano davvero interessanti per il visitatore, situato lungo la stessa strada di quello degli “Uffizi diffusi” (che dovrebbe sorgere all’Exclesior, nda), potrebbe aggiungere richiamo alla nostra città. Se si unirà poi anche la Galleria d’Arte Scalabrino, attualmente in fase di ristrutturazione, penso che Montecatini varrebbe davvero il tempo di una visita per gli appassionati. Magari pagando un unico biglietto per l’ingresso nelle tre strutture». —
Alessandro Gasperini
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