Il presidio
«Non siamo stati noi ma i suoi amici leghisti a scaricarla dalla giunta»
MONTECATINI. «Una giunta che si sta rendendo ridicola e un sindaco che fa tenerezza con le sue esternazioni: pensi invece a nominare un vero assessore al turismo».
Dopo l’uscita dalla maggioranza i Bagnaioli tornano all’attacco dell’amministrazione, ma nel mirino finisce anche l’ex assessore Antonella Volpi. «A lei – scrivono Nicola Guelfi e Andrea Gabbani – rammentiamo che la necessità di individuare una figura competente sul turismo è scaturita da una delibera di consiglio comunale votata all’unanimità e non dalle ubbie di due consiglieri assetati di potere. Si professa donna della Lega, ma evidentemente la Lega non la ritiene una sua donna, altrimenti non l’avrebbe scaricata a seguito di una riunione, senza essere stata nemmeno convocata».
«È indispensabile – proseguono i Bagnaioli – che Volpi metabolizzi il suo allontanamento dalla giunta, poltrona alla quale sembra ancora romanticamente attaccata. Potrebbe aiutarla il fatto che i due consiglieri e l’assessore nominato (Federica Pinochi, nda), alla poltrona hanno rinunciato non appena hanno visto l’impossibilità di dare un contributo efficace all’amministrazione di questa città».
Poi nel mirino entra il sindaco Luca Baroncini: «Le sue esternazioni fanno tenerezza, si mostra una canna al vento in balia della più flebile brezza. Davvero vuole farci credere che il disastro del suo mandato sia tutto ascrivibile alla pandemia? Ma lo vede il mondo che ci circonda? È colpa della pandemia se la sua giunta si sta rendendo ridicola urbi et orbi?».
E questo lo chiedono anche agli altri partiti di maggioranza, «solitamente prodighi di post sui social, ma su questo muti: è questo che volevate? Non vi viene voglia di affrancarvi da questo disastroso percorso amministrativo? Perché è opportuno che usciate dalla permanente contraddizione: o esprimete quello che a microfoni spenti ci dite, oppure anche privatamente manifestateci tutto il vostro entusiasmo nel sostenere la giunta migliore di sempre». —
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