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Arriva “Onde Forti” la radio che avvicina studenti e professori
Monsummano. All’istituto “Forti” si è dato vita a un progetto inclusivo che ha, tra gli obiettivi, quello di accorciare le distanze causate dalla didattica a distanza.
“Onde Forti”, è questo il nome della radio creata all’interno della scuola e che è piaciuto subito a professori e ragazzi. La realizzazione di questo progetto è stata possibile anche grazie ai finanziamenti dei Pez (Progetti educativi zonali) portati avanti dalla Regione Toscana e finalizzati a realizzare attività rivolte a bambini e ragazzi fino a 18 anni.
Il progetto del Forti è rivolto a tutti i ragazzi della scuola, dalle prime fino alle quinte, coinvolgendo anche i disabili: «siamo rimasti meravigliati dal numero di adesioni che abbiamo ricevuto – spiega Cosimo Magnelli, docente del Forti – circa una trentina in totale». Si è deciso di dividere i ragazzi in due gruppi, una parte si occuperà della parte tecnica e della gestione del sito; un’altra, invece, di creare i contenuti che verranno trattati all’interno di ogni appuntamento: dalla stesura delle domande da fare a eventuali ospiti all’organizzazione del palinsesto.
«L’idea – commenta Magnelli – è quella di poter realizzare un’edizione breve ogni mattina e podcast legati a diverse tematiche introducendo anche interviste a personaggi di rilievo. Inoltre, da parte dei ragazzi, è stato proposto di fare approfondimenti su serie televisive e libri ma anche intervistare il personale scolastico che lavora all’interno dell’istituto».
Non solo i professori, ma anche gli studenti sono rimasti colpiti dall’alto numero delle adesioni: «L’idea ci è piaciuta subito e non pensavamo di ricevere così tanto consenso e voglia di partecipare, soprattutto dai ragazzi di quinta impegnati negli esami di maturità», spiega Dennys Palma, rappresentate degli studenti. Tra le idee che maggiormente hanno interessato i ragazzi c’è quella dell’intervista doppia tra professori e alunni, con l’aggiunta di una sfida musicale: «È un modo divertente per sentirci più vicini ai professori, pur mantenendo sempre ben distinti i due ruoli», prosegue Dennys. Ma, da parte dei ragazzi, è visto anche come un modo per avvicinare gli alunni di prima con quelli di quinta che a cose normali difficilmente riescono a conoscersi. –
Martina Zannelli
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