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Industria dei matrimoni la crisi è nerissima Venerdì la protesta

L.S.

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LAMPORECCHIO. Di petali bianchi e di cortei nuziali a suon di clacson non se ne vedono da un pezzo. Il “mondo” dei matrimoni è a pezzi – da un anno in pratica non se ne organizzano più – e adesso prova a far sentire la propria voce. Venerdì 26 marzo, dalle 10, a Villa Rospigliosi di Lamporecchio si terrà la manifestazione di protesta per la nostra provincia, in contemporanea a eventi simili in altre 30 città italiane. Sulle barricate ci sono wedding planner, ristoratori, fotografi, fiorai, commercianti, titolari di location di eventi, musicisti, agenzie di viaggio e altri professionisti. In Italia il settore comprende 90.000 tra aziende e partite Iva, un milione di lavoratori e 150.000 stagionali, per un giro di affari di quasi 67 miliardi. Dalla prima chiusura totale a oggi il comparto ha subito un calo di fatturato dell'85%. Una crisi nera dovuta al coronavirus e alle restrizioni per arginare il contagio. L'appuntamento “insieme per il wedding” serve per chiedere aiuti concreti e risposte: «Prima fra queste risposte è l'improcrastinabile richiesta di una data certa di ripartenza dei matrimoni – dicono i promotori – Dal 21 gennaio sono ripartite le crociere in sicurezza. Perché su una nave si può ballare e in un matrimonio no, perché su una nave possono coabitare e festeggiare migliaia di persone e in un matrimonio neanche un massimo di 150?». Continuano: «Le nostre aziende erano sane e le stanno rovinando, possiamo accettare il fallimento per incapacità ma non per responsabilità del nostro governo. Migliaia di aziende sono ora in liquidazione o in fallimento, trend che proseguirà nei prossimi mesi senza un'immediata data di ripartenza». —

L.S.

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