Il presidio
«Un hotel Covid? Scelgo Montecatini, come mia zia»
Simona Peselli
MONTECATINI. Prima la zia e poi il nipote. Entrambi ricoverati in un albergo covid di Montecatini. Caterina Lupi a dicembre era stata accolta dalla comunità cittadina come una di famiglia dopo essersi sfogata sui social, perché si sentiva sola e impaurita. La donna, originaria di Siena, operatrice sanitari,a aveva contratto il covid in una struttura in cui lavorava. Era stata messa in isolamento sa all’Hotel Pellegrini di piazza del Popolo. Fino alla sua completa guarigione, in maniera virtuale, ma anche materiale tramite piccoli doni, era stata letteralmente coccolata dalla città. Anche il sindaco Luca Baroncini l’aveva più volte chiamata al telefono per conoscere lo stato delle sue condizioni di salute. «Montecatini la porterò sempre nel cuore – aveva dichiarato Caterina Lupi – e quando la pandemia finirà tornerò in vacanza con la mia famiglia».
Purtroppo due mesi dopo a Montecatini, in un albergo sanitario, è arrivato anche il nipote di Caterina Lupi. Si chiama Juri Russo, ha 37 anni, arriva da Greve in Chianti e il 13 febbraio ha scoperto di essere positivo al covid.
«Da qualche giorno avevo un forte raffreddore, ma niente di più – racconta Juri – così ho deciso, insieme a mia moglie e alla mia bambina di 4 anni ,di fare il tampone. Purtroppo io sono risultato positivo e per preservare la mia famiglia ho deciso di isolarmi. Così ho avuto la possibilità di essere ospitato in un albergo covid».
Ma come ha fatto il giovane da Greve in Chianti ad arrivare proprio a Montecatini? «Mi hanno proposto Signa oppure Montecatini – aggiunge Juri – e visto che la zia c’era già stata, e aveva raccontato dell’ospitalità speciale ricevuta, non ho avuto dubbi e ho scelto la vostra città. Invece che al Pellegrini come la zia mi hanno messo all’albergo Ambrosiano. Al momento siamo 35 persone alloggiate». Juri occupa una camera con bagno. Non potrà uscire almeno per i prossimi 10 giorni. «Sono già stato visitato in camera dai medici – racconta –. Sono tutti molto gentili e disponibili, oltre che professionali. Ho con me il cellulare, mi manca moltissimo la mia famiglia e spero di poter tornare presto a casa. Dovrò trascorrere tutto il tempo da solo, ma non mi spaventa. Sono uno sportivo, giocavo a calcio, da tifoso della Fiorentina seguirò le partite da questa cameretta. Spero che vada tutto bene».
In camera ha trovato un foglio con le regole per la sua permanenza: “Vietato mangiare sul terrazzo, vietato mangiare sulla finestra, vietato sputare dalla finestra o dal terrazzo, vietato sporgersi dal terrazzo, divieto di introduzione di alcolici, obbligo di indossare la mascherina quando ci si affaccia dalla finestra o dal terrazzo”, e altre regole. Ma prima fra tutte: “Non uscire mai”.
Juri Russo è determinato: «Seguirò alla lettera tutto ciò che devo fare, l’importante è riuscire a guarire e poter tornare presto a riabbracciare mia moglie e la mia adorata bambina».
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