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Lamporecchio 

«Il progetto della scuola fu proposto da M5S ma venne bocciato»

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LAMPORECCHIO. «La retorica trionfalistica dell'amministrazione Torrigiani è oramai nota a tutti. Omette costantemente i propri e numerosi fallimenti, l'incoerenza nell'operato e il malcontento strisciante o manifesto su tante tematiche, dove si rifugia in uno stridente silenzio».

Il consigliere di M5S Luca Parlanti non è tenero con il sindaco. E prosegue: «Mancano ancora risposte chiare, tecniche soprattutto, alle molte domande poste in consiglio comunale il 3 febbraio scorso, in merito ai ricorsi al Tar avversi al Piano strutturale intercomunale, tanto dagli uffici tecnici quanto dalla giunta, passando alla gestione dell'ennesimo intervento su piazza 4 Novembre, che, come prevedibile, sta scontentando ancora una volta tutti. Insieme al progetto di recupero del centro, che poteva tranquillamente essere affidato ai nostri uffici tecnici (evitando consulenze esterne e risparmiando denaro pubblico) e il cui contenuto è quantomeno opinabile, tanto da ripetere i soliti errori di sempre. La questione zonizzazione farmacie che grazie a un triplo sarto carpiato ci è costata 15.000 euro di spese giudiziarie evitabili (con annesse due delibere opposte sullo stesso tema), le problematiche inerenti al presidio del territorio (sicurezza, discariche abusive abbandonate). Su questo nessuno parla».

Detto ciò, sulla questione dell'eventuale finanziamento del progetto di rifacimento delle scuole Berni si parte da lontano. «Per brevità, il sindaco e la giunta, dovrebbero avere l'onestà intellettuale di ammetterlo: larga parte dei meriti di sensibilizzazione sul tema delle verifiche sismiche va al gruppo Movimento 5 Stelle di Lamporecchio, che, nel precedente mandato consiliare, si è battuto tanto in Consiglio quanto fuori, affinché certe tematiche non fossero relegate ad un futuro incerto ma che fossero messe in pratica per il bene della comunità. Fu in quel contesto (2016) che emersero tutte le gravi criticità dell'edificio in questione (e di altri), tali da portare ad un progetto di demolizione e ricostruzione. Il Movimento, ai tempi, fu tacciato di allarmismo, come se tali tematiche non fossero di urgenza nell'agenda politica di un'amministrazione». —

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