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La storica funicolare in agonia: «Siamo fermi dal 25 ottobre»
Le conseguenze della pandemia per uno dei simboli della Montecatini turistica
Montecatini. La funicolare di Montecatini è un’altra grande vittima della crisi economica causata dal covid. Sembra quasi impossibile pensare che un impianto storico come questo possa restare in una situazione sospesa. Perché la funicolare è parte integrante del paesaggio collinare di Montecatini. Una specie di monumento e tappa obbligata da sempre per migliaia di turisti. Per chi non ha voglia di prendere la macchina e non ha il fisico per fare la “corta” a piedi, è il miglior modo per raggiungere il borgo di Montecatini Alto. Eppure resta nell’incertezza il futuro dei 10 dipendenti, lavoratori qualificati fra macchinisti e vetturini, ma soprattutto dei proprietari, i fratelli Barbara e Simone Cardelli.
«È trascorso un anno dall’inizio del lockdown – conferma Simone Cardelli, 46 anni – e non è cambiato nulla. Fra poco sarà Pasqua, che salteremo anche quest’anno. Il 25 ottobre è stato il nostro ultimo giorno di apertura. In tutto nel 2020 abbiamo lavorato solo tre mesi».
La storica funicolare che collega i “Bagni di Montecatini” con il “Castello” è riuscita ad aprire da metà luglio e solo per novanta giorni.
«Per noi è stata una rimessa – racconta Cardelli – abbiamo lavorato un po’ nelle due settimane centrali di agosto e poi in tutto abbiamo staccato appena 30 biglietti al giorno. Prima del Covid ne facevamo anche 250».
Incertezza e insicurezza per quello che avverrà, così Simone Cardelli vede il suo futuro. «Purtroppo la nostra funicolare – spiega l’imprenditore – non può vivere grazie a un turismo regionale, né tanto meno comunale. Abbiamo sempre ospitato turisti che arrivavano da ogni parte del mondo. In un anno abbiamo perso almeno 250mila euro di incasso. In tutto come ristori abbiamo ricevuto 8mila euro. In confronto abbiamo pagato 9mila euro di Tari».
Per i turisti, soprattutto stranieri, la corsa sulla funicolare è una di quelle tappe irrinunciabili. La possibilità di raggiungere Montecatini Alto in pochi minuti, godendo di un panorama bellissimo e le foto ricordo su Gigio e Gigia, i vagoncini storici che si salutano a metà percorso e si baciano. Per questo impianto in origine “a fune” che fu ideato da Alessandro Ferretti, un ingegnere genovese che nel 1986 dopo aver ottenuto la concessione comunale trova i fondi per materializzare il suo progetto grazie ai soci Carlo Barbano e Giacomo Giovannetti. Dopo due anni, il 4 giugno del 1898, la grande inaugurazione della Funicolare a cui era presente anche Giuseppe Verdi.
«La nostra Funicolare – racconta Cardelli – è più vecchia di un secolo. Precisamente ha 123 anni. Collega la parte bassa di Montecatini con quella alta, ha un valore storico nel mondo. Ha mantenuto le due carrozze originali dell’epoca e la puleggia motrice con i denti di legno. E noi tutti gli anni provvediamo a restaurarla e a tenere l’impianto a norma. Anche adesso, nonostante nel nostro futuro non ci sia alcuna certezza, abbiamo speso per sistemare l’impianto e per la manutenzione necessaria. Per assurdo se domani ci fosse il semaforo verde, noi saremmo in grado di riaprire tutto». —
Simona Peselli
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