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Coad, il processo di liquidazione accolto con sollievo da Confindustria
Il direttore Gozzi dice di condividere la soluzione della vendita a cui dovrebbe seguire poi la riqualificazione del depuratore
PESCIA. Un invito alla prudenza nei confronti dell’intera operazione relativa al depuratore di Veneri giunge da Confindustria. Solo poche settimane fa il consiglio comunale di Pescia ha approvato il mandato ai liquidatori del Coad per dare corso alla procedura di vendita del complesso immobiliare rappresentato dal depuratore centrale e delle strutture a esso collegate. Seguito poi da quello di Villa Basilica.
«Finalmente i liquidatori hanno deciso di definire l’assetto del depuratore di Veneri» esordisce nel suo intervento Marcello Gozzi, direttore Confindustria Toscana Nord.
«Si tratta di un’operazione che ci sta particolarmente a cuore – prosegue Gozzi – da oltre venti anni, prima come Confindustria Lucca, poi come Toscana Nord, abbiamo chiesto di ridisegnare la governance della struttura (in realtà la nostra attenzione era appuntata al solo depuratore e non all’inceneritore, mai stato, purtroppo, funzionale alle nostre esigenze), rendendola sufficientemente stabile per sostenere robusti investimenti”.
Per il Comune di Pescia, la procedura di liquidazione del Coad rappresenta la conclusione di un iter partito oltre 15 anni fa e un vantaggio sotto il profilo economico poiché arriveranno nelle casse dell’ente oltre due milioni di euro e 100mila euro ogni anno che saranno reinvestiti nella frazione di Veneri. Per Confindustria che accoglie l’operazione con sollievo, pur invitando a fare attenzione per il futuro, il Consorzio del Torrente Pescia ha amministrato l’impianto in maniera ottimale e nel pieno rispetto della normativa ambientale in questi anni, pur non potendo dare seguito ad ingenti investimenti a causa del ventennale periodo di prorogatio in cui si è trovato ad operare.
«Crediamo che la decisione di Coad potrebbe finalmente consentire il potenziamento del sistema di depurazione che ha servito a lungo le cartiere di Villa Basilica e Pescia – sottolinea Gozzi –. Condividiamo la soluzione della vendita, e della successiva riqualificazione dell’impianto. È un’operazione importante, che non può però prescindere dalla necessità di dare alla struttura una gestione razionale e improntata a criteri di economicità. La sua strategicità la rende infatti un’infrastruttura al servizio dell’economia e del territorio, e pertanto la legittima aspirazione di fare business si dovrà bilanciare con l’interesse generale. Sarà inoltre importante conservare il patrimonio di professionalità importanti, maturate negli anni. Su questi aspetti risiede l’interesse delle cartiere nostre iscritte e su essi non mancheremo di far sentire la nostra voce».
Confindustria conclude sottolineando che questa scelta potrebbe arrivare in una fase storica importante: «La svolta green, che sta investendo il mondo della gestione dei rifiuti e del loro riciclo, potrà aiutare, magari con l’attrazione di risorse che il consenso potrebbe aiutare a intercettare». –
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