Meteo
Rudy, il gatto con un occhio solo che aveva paura degli umani
È stato trovato dolorante da Alessandra nel piazzale dell’azienda dove lavora Poi, dal veterinario, la terribile scoperta: aveva la testa piena di pallini di piombo
Simona Peselli
montecatini. Rudy per sempre avrà un occhio solo, ma almeno è vivo. Poteva andare peggio, basta osservare la radiografia del veterinario. Pallini di piombo ovunque sulla testa, il muso e il collo. Come sia andata nessuno lo saprà mai e Rudy non potrà mai raccontare la sua storia. Di sicuro quando, due mesi fa, è arrivato nel piazzale della Nico marmi di Massa e Cozzile, non era messo bene.
«Al posto dell’occhio aveva una palla di sangue – racconta Alessandra Simoni, 46 anni, impiegata nell’azienda di famiglia – il setto nasale storto con l’osso frantumato ed era magrissimo e sofferente». Quando Alessandra vede quella palla di pelo insanguinata e magra non ha dubbi e cerca di prenderlo per portarlo dal veterinario. Ma inutilmente. Il micio è sofferente e spaventato a morte. Così la donna allerta il canile Hermada di Montecatini (tel. 334 6211610) e spiega la situazione. Le volontarie arrivano velocemente e viene istallata una gabbia da cattura. Non è facile agguantare il gatto che da troppo tempo vive in cattività e non si fida più degli uomini. «È stato penoso – ricorda Alessandra – vederlo star male e non poter far nulla per tanti giorni, poi finalmente è caduto nella trappola e di corsa siamo andati a Lamporecchio dal dottor Giannetti che lo ha preso in cura».
Proprio nello studio del veterinario avviene la brutta scoperta: Rudy sta male non perché è stato investito da una macchina oppure ha litigato con un suo simile, ma gli hanno sparato. Le radiografie parlano chiaro. «Siamo rimasti tutti senza parole – aggiunge Alessandra – il dottore ha dovuto levargli quello che era rimasto dell’occhio e poi per lui c’è stato bisogno di antibiotici e altre medicinali. Oltre a una dieta specifica per rinforzarlo».
Dal momento che a trovarlo era stata proprio lei, Alessandra ha deciso di offrirsi volontaria per ospitarlo “in stallo”, cioè in attesa di un’adozione da parte di una famiglia. Ma poi è accaduto qualcosa. «Giorno dopo giorno – dice – mi sono affezionata a lui. Che in modo così caparbio era riuscito a sopravvivere nonostante qualcuno avesse cercato di ucciderlo. All’inizio non voleva neppure essere toccato. Era diffidente nei confronti di tutti gli esseri umani. Ho dovuto avere tanta pazienza con lui. Non conosceva neppure le coccole. Ma piano piano ho fatto breccia nel suo cuore. E viceversa». Così Alessandra ha deciso di adottare Rudy, che è entrato nella sua grande famiglia di animali.
«L’ho chiamato così in onore di un vecchio cagnolino che accudivo molti anni fa al canile Hermada. Adesso – conclude Alessandra – ho quattro gatti e due cani, entrambi adottati al canile. Fester, un breton di 18 anni, e Cleo, un meticcio di quattro anni». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
