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lutto a montecatini 

Addio a Rosanna Tomei la mamma dei Niccolai

Lorenzo Mei
Addio a Rosanna Tomei la mamma dei Niccolai

Seguiva tutte le partite dei due figli campioni di basket sfogando la sua passione nei palazzetti di mezza Italia

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Lorenzo Mei

MONTECATINI. Bastava cercare sulle tribune, o a bordo campo, giusto a qualche metro dai suoi figli che stavano giocando, e Rosanna Tomei, morta lunedì a 73 anni dopo pochi mesi di malattia, era lì. Per tanti montecatinesi che hanno cominciato a seguire o a praticare la pallacanestro dalla fine degli anni Settanta, la sua era una presenza fissa, un incontro quasi inevitabile se si passava dalle parti del palazzetto di viale Leonardo Da Vinci. Rosanna era la mamma di Andrea e Gabriele Niccolai, e prima ancora la moglie di Bruno, tre nomi e tre facce che stanno a pieno diritto nella foto di famiglia del basket rossoblù, nella fila davanti. Bruno come allenatore prima, e come tifoso appassionato poi; gli altri due non hanno bisogno di presentazioni.

Una vita, quella di Rosanna, passata a pochi passi da quei palloni che rimbalzavano. Prima su quella specie di linoleum consumato della vecchia palestra, poi sul parquet chiaro di quella “nuova”, sempre nel complesso davanti all’ippodromo Sesana, e solo più tardi sull’acero canadese del Palaterme. Seguendo i figli naturalmente aveva girato l’Italia per vederli la domenica, dopo che per qualche tempo entrambi avevano indossato maglie diverse da quella rossa e blu, a partire dal trasferimento di Andrea a Roma, al Messaggero di Gardini.

Per tutti gli appassionati, della Valdinievole e delle città in cui sono stati protagonisti, era la “signora Niccolai”, una mamma da ringraziare, da salutare con cortesia, e con cui scambiare qualche battuta. Per il marito, per i figli, per i nipoti, per tutti i familiari e gli amici, naturalmente era anche molto altro, una Rosanna che giustamente appartiene alla sfera privata di chi la frequentava e l’aveva conosciuta bene.

Lunedì la notizia della sua morte, in un periodo in cui i contatti interpersonali sono rarefatti, per tanti è stata una bruttissima sorpresa. Inevitabile ripensarla come presenza discreta accanto a Bruno e alle spalle di Andrea e Gabriele, ricordarla mentre soffriva durante le partite (a distanza dal marito, che a stare seduto sulla poltroncina non ci provava nemmeno), o a protestare con gli arbitri fin dai tempi delle giovanili, sempre chiedendo rispetto per quei ragazzi per cui stravedeva. E forse per raccontarla basta pensare alla parola che abbiamo sentito usare tante volte da Bruno quando la chiamava: mamma, appunto.

Il funerale verrà celebrato oggi nella chiesa di S. Maria della Fontenuova a Monsummano alle 15, con le restrizioni previste dalla zona rossa e una capienza di 100 persone. —

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