Il presidio
Rfi ha già le idee chiare «Senza un accordo si rinnova l’esistente»
Montecatini. Rfi dal canto suo ci va con i piedi di piombo e afferma che, “se Comune di Montecatini e Regione Toscana non trovano una soluzione condivisa”, oggi l’unico progetto valido resta “il potenziamento tecnologico sul binario singolo”. Che significa “il rinnovamento dell’infrastruttura esistente con nuovi scambi, nuova segnaletica e nuova linea di alimentazione”.
L’idea di mantenere la tratta così com’è si scontra però con le direttive dell’Unione Europea che obbligano alla soppressione dei passaggi a livello (ce ne sono tre in città), in virtù anche del completamento (previsto nel 2022) del primo lotto del raddoppio dei binari tra Pistoia e Pieve a Nievole, mega opera da 200 milioni di euro. Che proseguirà in futuro con il secondo lotto (250 milioni), quello tra Pescia e Lucca, la cui progettazione è tutta da rivedere, e lo stesso vale per i tempi.
In merito a questo, Simone Magnani (Movimento 5 Stelle) avverte «che aumenterà la frequenza dei treni, i convogli saranno quattro o cinque l’ora e passeranno ogni 15 minuti». In sostanza anche senza “muri” in cemento le sbarre saranno quasi sempre chiuse e il traffico andrà sovente in tilt. Con la città sempre più divisa in due, sopra e sotto la “verga”.
Rete ferroviaria italiana predica comunque calma: “Il doppio binario non è pensato per una circolazione continua dei treni, ma per fluidificare il traffico su rotaia e renderlo più scorrevole e affidabile, evitando attese e incroci, prevenendo guasti, ritardi e interruzioni”. C’è un adagio assai ricorrente: si cambia tutto per non cambiare niente –.
L. S.
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