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Società della Salute il vice presidente lascia l’incarico «Devo tutelarmi»

Luca Signorini
Società della Salute il vice presidente lascia l’incarico «Devo tutelarmi»

Alla base dello strappo le modalità di elezione del presidente Sollecitato un parere legale che però non è stato richiesto

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Luca Signorini

PESCIA. Terremoto nella Società della Salute della Valdinievole. Con una lettera inviata ai sindaci e alla direttrice Patrizia Baldi, si è dimesso da vicepresidente del consorzio pubblico il primo cittadino di Chiesina Uzzanese, Fabio Berti, che per un periodo ha assunto anche le funzioni di presidente al posto dell'ex sindaco di Uzzano Riccardo Franchi, che era a scadenza di mandato. Berti ha preso questa decisione in seguito ai dubbi di legittimità sull'elezione a presidente della Sds del suo omologo di Lamporecchio, Alessio Torrigiani, avvenuta nell'assemblea di metà dicembre ma con il 37% dei voti (le quote dei Comuni di Lamporecchio, Larciano, Monsummano, Pieve a Nievole, Massa e Cozzile, Ponte Buggianese e Uzzano), mentre il restante 30% (Montecatini, Pescia, Buggiano e Chiesina Uzzanese) si era astenuto, con l'Asl Toscana Centro (che vale il 33% delle quote) che invece non si esprime.

L'incertezza sulla validità dell'elezione è data dall'articolo 8 comma 2 dello statuto, che definisce come “l’assemblea delibera di norma a maggioranza delle quote di partecipazione dei suoi componenti”. Per questo Berti (e anche il sindaco di Buggiano Daniele Bettarini) aveva sollecitato all'assemblea un parere legale da parte dell'Avvocatura dello Stato. «Invece il parere non è stato richiesto – afferma il sindaco di Chiesina – per questo la mia presenza in giunta non ha senso, preferisco dimettermi. Questo atteggiamento irragionevole da parte del presidente Torrigiani mi mette in una situazione di grande imbarazzo e difficoltà. Se dovesse emergere l'illegittimità della votazione, sarei proprio io – che ho presieduto l'assemblea deliberante – a dover sopportare i rischi e le eventuali conseguenze di una delibera invalida».

Prosegue: «Prima di ritrovarmi con qualche problemino legale, ritengo che la questione non possa essere ancora ulteriormente elusa, sia a tutela della mia personale posizione che a tutela del corretto e legittimo operato di tutta la Sds».

Un bel guaio per il consorzio che a suon di stanziamenti dei Comuni soci si occupa del settore socio-assistenziale sul territorio (Rsa, Case della salute, progetti sociali). C'è il rischio di un blocco dell'operatività. Inoltre, il passo indietro di Berti (che comunque resta in assemblea) ha anche risvolti politici: chi non ha votato Torrigiani è infatti espressione del centrodestra (Montecatini e appunto Chiesina) e di una lista civica (Pescia), con il democratico Bettarini (Buggiano) che ha già dimostrato di non essere “allineato” in tutto e per tutto al suo partito d'appartenenza. La morale è: il Pd ha degli avversari. —

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