Il Tirreno

Montecatini

La città in crisi  

«Senza lavoro da oltre un anno mi sento lesa nella mia dignità»

S.P.
«Senza lavoro da oltre un anno mi sento lesa nella mia dignità»

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IL RACCONTo

Annunci di offerta di lavoro. Camerieri di sala e ai piani, chef, aiuto cuochi, lavapiatti, facchini, portieri. Multilingue, con un curriculum di anni in blasonate strutture ed esperienza anche all’estero. A Montecatini Terme, sede del prestigioso Istituto alberghiero e terra di famiglie con intere generazioni alle spalle di albergatori, non manca certamente il personale specializzato. Con più di 200 strutture ricettive e ristoranti e bar il lavoro per chi ne aveva voglia c’è sempre stato. Fino a che... è arrivato il Covid. E tutto è cambiato, naturalmente in peggio. Aggrappati ai sussidi di disoccupazione e in ricerca perenne di un nuovo posto, un esercito di nuovi disoccupati in Valdinievole non sa dove battere la testa. I più fortunati quest’estate in tutto hanno fatto due mesi di lavoro. Altri sono partiti per le località turistiche. C’è chi si è reinventato cambiando lavoro. Raccontano poco volentieri le loro storie. Ma non manca il coraggio, forse manca la speranza, che si mescola al timore di una stagione turistica che probabilmente non partirà.

La faccia ce la mette una donna: Sabrina Calistri che ha 55 anni ed è nata a Montecatini. Non lavora ufficialmente da gennaio 2020. «Vivo alla giornata chiedendo il bonus della spesa al Comune e facendo lavoretti. La domenica a pranzo mi capita qualche extra». Sabrina ha lavorato d’estate a nero. È una mamma single, paga 520 euro di affitto al mese, suo figlio va a scuola. «Spendo il minimo indispensabile, guardo tutte le offerte e quando mio figlio non è in casa mangio gli avanzi. La macchina non esiste» .

Sabrina racconta, soffre e si arrabbia. «Ho fatto sacrifici per comprare uno scooter usato a mio figlio e per la connessione internet per fargli seguire la scuola da casa per la didattica a distanza. Non esco mai. I miei non sono sacrifici, è la dignità che mi sento lesa. Mi togli il lavoro, mi togli il modo di pagare affitto bollette, mi togli la dignità. Dormo poco e male. Penso a cosa avverrà domani».

L’incertezza per il domani e solo buio in fondo al tunnel. «Dal Comune ho ricevuto il contributo per gli affitti di 600 euro e i buoni spesa. Gli amici mi aiutano come possono. Ho una buona manualità. Chi ha da dipingere una stanza, da restaurare qualche mobiletto vecchio, da fare le pulizie mi chiama e mi da la possibilità di guadagnare qualche soldo. Visto come vanno le cose forse andrò via da Montecatini, pensa che conosco alcuni chef che hanno lavorato per 450 euro al mese a nero pur di non perdere la disoccupazione». —

S.P.

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