Liquidazione del Coad, i “dem” chiedono chiarimenti in consiglio
PESCIA. Il Pd di Pescia interviene sulla faccenda della liquidazione del Coad, il Consorzio acque e depurazione che gestisce il depuratore e l’inceneritore-essiccatore di Veneri. Lo scorso 28 gennaio, il consiglio comunale ha dato, infatti, il via libera alla procedura di liquidazione. Operazione avvenuta per il Pd pesciatino “senza fornire adeguata documentazione”.
L’inceneritore verrà definitivamente smantellato e il Comune di Pescia incasserà oltre due milioni di euro. “L’amministrazione Comunale, nel rispondere ai rilievi della Corte dei Conti, ha prima manifestato l’intenzione di dismettere le quote societarie acquisite in Acque SpA e successivamente deliberato la liquidazione del Coad – si legge in una nota della segreteria del partito – un ente di cui sappiamo solo essere oggetto di un’infinita liquidazione. Il Coad aveva la proprietà del depuratore industriale di Veneri che raccoglie i reflui idrici delle cartiere poste lungo il Pescia minore. In questo scenario nebuloso, si decide, a quanto pare, di alienare le quote senza che il consiglio e la città abbiano elementi solidi per giudicare la congruità della dismissione di questi i asset”.
Il Pd annuncia l’intenzione di portare in consiglio un’interrogazione affinché la maggioranza fornisca maggior documentazione a sostegno della bontà della procedura. Le questioni su cui occorre far luce, secondo il Pd, sono: il contratto di compravendita del 1990 con cui i Comuni di Pescia e Villa Basilica hanno acquistato le quote del Torrente Pescia; il contratto fra il Torrente e i Comuni per il pagamento degli oneri; il patrimonio attuale del Coad, se la partecipazione azionaria in Acque sia di proprietà del Coad o del Comune di Pescia; e, nel primo caso, essendo un Consorzio, metà del ricavato andrebbe al Comune di Villa Basilica; quale metodo intendano adottare i liquidatori per la dismissione dell’impianto di depurazione di Veneri, se asta pubblica o trattativa privata ad esempio. Quali entrate ha garantito l’appalto infinito della gestione al Torrente Pescia e ancora, se la liquidazione del Coad è l’alienazione della partecipazione azionaria, determina la decadenza del patto che garantiva un posto nel Cda di Acque. Se la posizione del Comune di Villa Basilica, contemporaneamente socio del Coad e del Torrente Pescia, non provochi un evidente conflitto di interessi, con conseguente incompatibilità nell’assunzione di scelte amministrative/operative. —
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