Il Tirreno

Montecatini

Gli albergatori scendono in strada per chiedere aiuti e tagli alle tasse

Luca Signorini

La manifestazione “Io non posso aprire” di Assohotel non ha registrato il... tutto esaurito. Assenti i commercianti

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Luca Signorini

Montecatini. Il solo logo di Confesercenti sulla vela pubblicitaria piazzata in mezzo alla hall dell'Ercolini e Savi dimostra che la protesta è tutt'altro che condivisa. E che l'adesione tra gli albergatori non è totale. Di commercianti nemmeno l'ombra. Che il clima resti teso si avverte poi dalla polemica scaturita dalla presenza al flash mob “io non posso aprire”, che si è tenuto ieri pomeriggio, del sindaco e dell'assessora al turismo di Montecatini, Luca Baroncini e Federica Pinochi.

La stessa Pinochi sottolinea: «Questa è una manifestazione per e non contro, e non capisco le polemiche sull'opportunità della nostra partecipazione. Io sogno una città unita, albergatori e commercianti insieme». Devota illusione, almeno finora.

Baroncini lancia frasi a effetto: «A Montecatini il sindaco non è solo il primo cittadino, ma anche il primo albergatore. Il Comune la sua parte la farà: nel bilancio 2021 una parte dei 5 milioni arrivati dallo Stato, che per una bella fetta sono vincolati, andranno a progettualità sul turismo e alla riduzione dell'impatto della Tari». Aggiunge: «Faremo alcune richieste sui tavoli istituzionali: per esempio una legge speciale sulle città esclusivamente turistiche, come Montecatini, che penso sia uno dei comuni più colpiti d'Italia. Inoltre dobbiamo dare la possibilità agli hotel stagionali di comunicare a fine stagione, e non prima come adesso, i mesi di effettiva apertura, in modo da ottenere sgravi sulla tassa dei rifiuti. Purtroppo da un anno tutti gli hotel cittadini sono stagionali».

«Non manca una stoccata alla Regione a guida centrosinistra: «Nonostante le numerose sollecitazioni – afferma il sindaco – il presidente Giani non mi ha ancora ricevuto, invece ha incontrato subito il Partito democratico di Montecatini». Il consigliere regionale Pd Marco Niccolai getta acqua sul fuoco: «Giani a breve incontrerà Baroncini, questione di giorni. Nel frattempo stiamo lavorando a un decreto regionale di sostegno dedicato agli albergatori, è da definire la formula del beneficio».

Insomma, i rapporti non sono così distesi e il dialogo si rivela inquieto. Com'è in pratica la condizione in cui è piombato il mondo della ricettività.

«Gli albergatori, finora esclusi, devono stare dentro il decreto Ristori 5 – dice Nico Gronchi, presidente toscano e vicepresidente nazionale di Confesercenti – il governo da domani mattina deve occuparsi di programmazione sul turismo per far ripartire l'Italia. La Regione può agevolare le richieste e gli investimenti a livello burocratico e può inserire Montecatini nel progetto di rilancio del Recovery Fund (il fondo per la ripresa dell'Unione Europea, nda), ne avrebbe diritto a pieno titolo. I lavoratori devono poter accedere alle misure di sostegno al reddito in maniere celere e servono scelte chiare sull'Iva del turismo, che deve allinearsi ai livelli europei sul 5% (oggi è al 10%, nda)».

Chiude Fabio Cenni, presidente di Assohotel: «Torneremo ai livelli del 2019 solo nel 2025. Le istituzioni locali e lo Stato devono ascoltare le nostre richieste, con detassazioni e ristori mirati». Il grido d'aiuto parte da Montecatini. —

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