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Quella scritta fatta di cenere per non dimenticare l’orrore
Ponte Buggianese. Il giorno della memoria assume un significato particolare in paesi che sono stati in prima linea nella lotta al fascismo e alle discriminazioni razziali. Lo ha voluto sottolineare il primo cittadino di Ponte Buggianese, Nicola Tesi. «Nelle parole di Primo Levi “Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario perché ciò che è accaduto può ritornare e le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate” – spiega – è racchiuso il significato di questa giornata in memoria delle vittime dell’Olocausto. È un giorno di liberazione dall’immane sofferenza, ed è nostro dovere mantenerne viva la memoria per evitare che nuove forme si possano ripresentare alle generazioni future, anche nel ricordo di chi diede la vita combattendo tali mostruosità» .
A tale proposito, ieri, in via telematica, le terze classi delle scuole medie di Ponte Buggianese e di Chiesina Uzzanese si sono dedicate alle letture di testimonianze di coloro che hanno vissuto sulla loro pelle gli orrori di quei tempi bui. «Una mattinata organizzata – ha spiegato la vicesindaca Maria Grazia Baldi – grazie alle sinergie della nostra scuola, della dirigente Lorenza Lorenzini, degli insegnanti e di Simona Chiesi (che ha illustrato il periodo storico) e delle amministrazioni comunali di Ponte Buggianese e Chiesina».
All’esterno della Don Milani, sul prato, gli studenti, assieme al professore d’arte Giordano Emiliano Vanacore, hanno tracciato una scritta con la cenere: Asche – cenere, appunto – chiaro riferimento ai forni crematori dei lager nazisti. —
R. G.
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