Valdinievole sempre più terra di “acquisti” per la malavita
Più di venti i beni confiscati alle mafie nel territorio
MONTECATINI. Alberghi a Montecatini (ben 8), appartamenti a Buggiano (che in totale raccoglie ben 15 “voci”), terreni a Larciano e a Chiesina Uzzanese. E poi aziende, garage, box, autorimesse, laboratori e fabbricati rurali sparsi per quasi tutto il territorio. Su un patrimonio di 141 immobili in Toscana, ben 23 si trovano nel nostro territorio provinciale: non certo numeri dei quali andare fieri. Sono questi, infatti, i beni confiscati alla criminalità organizzata che l’azienda nazionale che li amministra, la Anbsc, ha già affidato agli enti territoriali, mantenuto al patrimonio dello Stato o venduto. E poi ci sarebbero quelli in attesa di destinazione e gestiti ancora dall’agenzia e anche da alcune aziende. Lo scenario è emerso in un recente incontro avvenuto tra l’assessore regionale alla legalità Stefano Ciuoffo e il nuovo direttore di Anbsc, il prefetto Bruno Corda: tra le priorità emerse c’è quella di snellire le procedure per l’affidamento dei beni.
La Toscana – così come la provincia di Pistoia – non è terra di mafia, ma da anni è acclarato che le mafie vi investono e riciclano il denaro sporco guadagnato altrove. I 141 immobili già “destinati” in Toscana sono stati affidati in 105 casi a enti territoriali (e utilizzati, tra questi, per 78 volte per fini sociali), 23 sono rimasti al patrimonio dello Stato e 13 sono stati venduti.
Scorrendo la mappa della regione, ce ne sono 23 in provincia di Pistoia, nei comuni di Buggiano, Larciano, Massa e Cozzile, Montale e Montecatini. Dei 403 beni sul territorio toscano in gestione ancora all’agenzia nazionale, 46 sono nella nostra provincia: a Buggiano, Chiesina Uzzanese, Montale, Montecatini, Pistoia, Quarrata, Serravalle.
Infine, delle 52 aziende in gestione, 4 hanno sede nel pistoiese: a Montecatini, Agliana e Monsummano. —
D.M.
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