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Troppo cemento previsto dal piano operativo sia a Collodi che a Veneri
PESCIA. Il gruppo “Pescia è di tutti”, coordinato da Salvatore Leggio, nei giorni scorsi ha presentato alla Soprintendenza di Firenze, Pistoia e Prato, e all’assessorato all’Urbanistica della Regione Toscana, alcune considerazioni sul piano operativo del Comune di Pescia.
Il gruppo politico parte dal presupposto che nonostante l’accoglimento di molte osservazioni fatte dai cittadini, tale piano prevede ancora per l’intero territorio comunale circa 37 mila metri quadrati di nuove costruzioni ad uso residenziale e questo snatura nel profondo l’identità del paesaggio.
“Tali nuove costruzioni, per lo più, derivano da consumo di suolo agricolo ad alta valenza paesaggistica – si legge nel documento – e sono collocate maggiormente nelle zone di Collodi e Veneri, per circa 17.500 metri quadrati e nella zona sud, cosiddetta Fondovalle delle due Pescie, per circa 13.700 metri quadrati. Queste nuove edificazioni, secondo il nostro modesto parere, andranno a compromettere due ambiti paesaggistici di grande bellezza che costituiscono anche l’identità della Valdinievole. L’antico borgo e castello di Collodi, per esempio, dà l’impressione di trovarsi di fronte a uno scenario di un vero e proprio presepe arroccato sulla collina, grazie alla natura del terreno, alle colture orticole e ai boschi di castagno e pino che lo circondano”.
“Noi siamo assolutamente per il mantenimento dei valori paesaggistici nella fascia collinare da Collodi fino a Serravalle Pistoiese – prosegue la lettera – sono simboli della storia del nostro territorio e del paesaggio stesso e riteniamo fondamentale che il riconoscimento e la loro conservazione sia inserita nella programmazione degli assetti territoriali degli elementi strutturanti il paesaggio agrario. Pescia è di tutti si chiara convinto che Pescia non abbia bisogno di nuovo cemento, ma di un forte recupero e valorizzazione del patrimonio edilizio esistente”. —
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