«Lavoro finché non mi staccano la corrente»
Il titolare della “Lanterna Blu” dopo la sua adesione alla protesta “#Io apro” ha raddoppiato la clientela del ristorante
PONTE BUGGIANESE. Da un momento all’altro il ristorante “Lanterna Blu” di Ponte Buggianese, che ha aderito alla manifestazione “#Io apro” potrebbe ritrovarsi al buio. E allora veramente tutto sarebbe finito. «Se ci staccheranno anche la luce dovrò cessare la mia attività – racconta Enrico Nistri – avevamo tempo fino al 15 per corrispondere a Heracom, il gestore che ci fornisce l’elettricità, un acconto di 5mila euro a fronte di una serie di bollette non pagate di circa 14 mila. Una cifra che a causa delle continue chiusure è stato impossibile mettere insieme». Da venerdì il locale ha tenuto aperto anche la sera, nonostante il divieto, fino alle 21,30 per permettere ai clienti di tornare a casa entro le 22 e rispettare il coprifuoco. Ma il rischio che corrono anche gli avventori di prendere una multa di 400 euro ha dissuaso molti dal partecipare alla protesta. «Capisco che tanti clienti non se la sono sentita di venire – commenta Enrico Nistri – ma spero proprio che non mi abbandonino. Oggi a pranzo (ieri per chi legge, nda), dopo il vostro articolo, abbiamo avuto il doppio della gente rispetto alla scorsa settimana. Ma non basta. Siamo veramente sull’orlo del fallimento. Ci servono aiuti concreti. Noi chiediamo solo di poter lavorare».
E dopo l’appello di questo ristoratore disperato aveva risposto anche Enel. La società aveva immediatamente dimostrato piena disponibilità per trovare una soluzione con il ristoratore. Ma attualmente il gestore elettrico del ristorante Lanterna Blu è Heracom e gli accordi che erano stati presi sono saltati.
«Questa estate – aggiunge Nistri – sono persino andato a lavorare in Germania per poter mettere insieme qualche soldo. Ma quando anche là hanno chiuso tutto, sono tornato a casa. La mia è una protesta per la sopravvivenza e per il mio diritto al lavoro». –
S. P.
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