Il Tirreno

Montecatini

lotta al crimine 

Beni confiscati alle mafie ventitré quelli già affidati

Ci sono alberghi a Montecatini, terreni a Larciano, appartamenti a Pistoia Altri quarantasei immobili sono invece ancora gestiti dall’agenzia nazionale

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MONTECATINI. Alberghi a Montecatini (ben 8), terreni a Larciano, appartamenti a Pistoia, magazzini a Serravalle. E poi aziende, garage, box, autorimesse e fabbricati rurali sparsi per quasi tutta la provincia. Un patrimonio di oltre 17mila immobili sparsi per l’Italia – 17.531 per la precisione, dato al 1° dicembre 2020 – e di questi 141 in Toscana, dei quali 23 nel nostro territorio provinciale. Sono i beni confiscati alla criminalità organizzata che l’azienda nazionale che li amministra, la Anbsc (Agenzia nazionale beni sequestrati e confiscati), ha già affidato agli enti territoriali, mantenuto al patrimonio dello Stato o venduto. Altrettanti sono in attesa di destinazione, gestiti ancora dall’agenzia, di cui 11.500 già confiscati definitivamente. E poi ci sono le aziende: circa 1.500 quelle “destinate” nel Paese, attorno alle 2.800 in attesa, tra queste oltre 2mila confiscate in via definitiva.

Lo scenario è emerso in un incontro avvenuto tra l’assessore regionale alla legalità Stefano Ciuoffo e il nuovo direttore di Anbsc, il prefetto Bruno Corda: riunione che è servita per entrare subito nel merito, con una disamina delle priorità. Tra le prime quella di snellire le procedure per l’affidamento dei beni.

I 141 immobili già destinati che si trovano in Toscana non sono pochi. La regione – così come la provincia di Pistoia – non è terra di mafia, ma da anni è acclarato che le mafie vi investono e riciclano il denaro sporco guadagnato altrove.

«Sulla scorta di quanto avvenuto con la Tenuta di Suvignano in provincia di Siena (terreni e immobili per 700 ettari affidati tre anni fa alla Regione) – ricorda l’assessore Ciuoffo – vorremmo replicare il modus operandi anche per altre proprietà di origine illecita, strutturando un rapporto sinergico con le istituzioni locali, a partire dai Comuni. Riteniamo essenziale definire un protocollo di intenti che possa fare da cornice alle azioni che dovremo mettere in campo: in collaborazione con l’agenzia, con il nucleo delle prefetture toscane, con gli attori sociali e gli enti locali, affinando il quadro conoscitivo dei beni presenti e del loro stato attuale, migliorando le procedure per l’assegnazione e sostenendo le iniziative di rilancio e rigenerazione, economica e sociale».

Della necessità di un lavoro di squadra è convinto anche il direttore dell’agenzia nazionale, Bruno Corda. «La cooperazione interistituzionale con le Regioni – sottolinea il prefetto – è di fondamentale importanza per la valorizzazione e il recupero dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata».

I 141 immobili già destinati in Toscana sono stati affidati in 105 casi a enti territoriali (e utilizzati, tra questi, per 78 volte per fini sociali), 23 sono rimasti al patrimonio dello Stato e 13 venduti.

Scorrendo la mappa della regione, ce ne sono 23 in provincia di Pistoia, nei comuni di Buggiano, Larciano, Massa e Cozzile, Montale e Montecatini. Dei 403 beni sul territorio toscano in gestione ancora all’agenzia nazionale, 46 sono nella nostra provincia: a Buggiano, Chiesina, Montale, Montecatini, Pistoia, Quarrata, Serravalle. Infine, delle 52 aziende in gestione, 4 hanno sede nel pistoiese: a Montecatini, Agliana e Monsummano. —

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