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Montecatini

Il futuro della città 

Mille case con Guild Living Problemi per chi le ha già

David Meccoli
Mille case con Guild Living Problemi per chi le ha già

Agenti immobiliari divisi sulle conseguenze che può avere il progetto sul mercato «Ma se si risolleva l’economia, gli effetti si sentiranno anche nel nostro settore»

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David Meccoli

montecatini. Un mercato immobiliare dinamico a dispetto della pandemia, ma che cerca villette indipendenti (quasi introvabili a Montecatini) proprio per far fronte a eventuali nuovi lockdown. E un 2021 al quale guardare con fiducia, ma con l’incognita di una stretta creditizia. I mille nuovi appartamenti “promessi” dalla Guild Living nell’area Panteraie-Bustichini-Fedeli? Pareri discordanti tra gli addetti ai lavori, ma esiste il rischio che a risentirne negativamente sarebbe il valore delle case già esistenti. Alla fine di un anno a dir poco burrascoso, gli agenti immobiliari fanno il punto sull’andamento del mercato del mattone e sulle incognite future.

«Mi sono confrontato con diversi colleghi ed è emerso che il 2020 è stato, tutto sommato, un anno interessante per il settore immobiliare», dice Maurilio Pintori, titolare dell’agenzia Montecatini Casa di via Cavallotti e vicepresidente provinciale della Federazione italiana agenti immobiliari professionali. Un buon risultato, quindi, «nonostante la pandemia e nonostante la nostra città si porti dietro una crisi da tempo». Una crisi, come specifica Pintori, ben peggiore di quella esistente in altre realtà: «A Pistoia il mercato è più interessante e con Firenze il gap è enorme. Una transazione là equivale a tre o quattro fatte a Montecatini».

Dove, peraltro, si continua a cercare solo la zona centro-nord. «Quello di evitare il Sottoverga è purtroppo un trend consolidato», dice Gianluca Severi, titolare della Essegi di via Lucchese. E poi, come spiega Claudia Gentili (Casa In di via Garibaldi), «la gente non si accontenta dell’affare, vuole il super-affare in un mercato già con prezzi bassi». E se qualcosa di positivo ha portato il lockdown, per gli agenti immobiliari questo va ricercato nella riscoperta della propria casa. «Ora – spiega Pintori – si cercano tre camere (una per lo smart working o la Dad), ingressi indipendenti e spazi esterni. Il problema è che si tratta di una tipologia poco diffusa a Montecatini, che ha un parco immobiliare vecchio e dove non ci sono più terreni su cui costruire».

Non sembrerebbe però di questo avviso la Guild Living, società anglo-australiana che vorrebbe realizzare, passando dalle Terme, un migliaio di appartamenti tra la collina delle Panteraie e l’ex campo pratica golf. «Una strada poco percorribile – dice Pintori – e della quale sconteremmo eventualmente anche noi le conseguenze. Vendere case degli anni ’60-’70, come quelle che costituiscono gran parte del patrimonio montecatinese, diventerebbe estremamente difficile di fronte a mille nuovi appartamenti. Inevitabile un deprezzamento per gli attuali proprietari e per le nuove costruzioni anche una sorta di effetto-Kursaal, dove le case oggi costano molto meno di quando sono state messe sul mercato».

Più fiduciosi Severi e Gentili, per i quali «tutta l’economia del territorio potrebbe beneficiare di questa operazione e di conseguenza anche il mercato immobiliare». Anche se, conclude il primo dei due, «il problema principale resta quello di vendere a Montecatini, di trovare l’utente finale, in un 2021 in cui ci aspettiamo che il sistema creditizio sia più chiuso». Quindi meno prestiti e meno compravendite. –

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