Il Tirreno

Montecatini

In questa notte senza volti, contempliamo quello di Gesù

+Roberto, Vescovo

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Forse perché, in questi tempi di Natale targato Covid, siamo costretti a nascondere il volto e le maschere d’ordinanza ci rendono tutti inespressivi, velando i sorrisi e le malinconie, ho sentito quanto mai adeguati questi versi di Didier Rimaud S. J.

Fino a quando Signore potrai dimenticarmi? /Fino a quando mi nasconderai il tuo volto? /Fino a quando avrò l’animo in pena/e ogni giorno, un cuore senza gioia? /Non essere più soltanto una parola, o Dio: /diventa un volto per noi! /Guarda e rispondimi! /Lascia che i miei occhi vedano la luce. /Salvami dal sonno della morte; /che i miei nemici non ridano di me. /Non essere piùsoltanto una parola, o Dio: /diventa un volto per noi! /Io me ne sto al sicuro nel tuo amore, /il mio cuore è in festa, perché tu mi salvi; /canterò, canterò al Signore/per tutto il bene che mi ha voluto. /Non essere più/soltanto una parola, o Dio: /diventa un volto per noi!

Non è certo un’impresa da poco mettersi in gara con i salmi biblici, ma al gesuita francese, liturgista e poeta, non è mancato l’ardimento e ha superato la prova con finezza ed estro. Ha ripreso dal salterio lo schema frequente del lamento-invocazione-lode, e genialmente ha proposto un ritornello che sorprende il lettore e dopo un attimo di spiazzamento, lo conquista. Desta stupore e cattura, quel rivolgersi a Dio per chiedergli di non essere solo una parola!

Dio, parola invocata all’infinito in formule rituali o gridata in esclamazioni disperate, usata ed abusata in prediche e in conferenze; una parola che unisce e che divide miliardi di persone. Dio è soltanto una parola? È una cifra misteriosa che dovrebbe spiegare il senso di tutto ciò che è, oppure è un suono vuoto che camuffa l’abisso pauroso del nulla? Con questo inquietante dilemma, l’Antico Testamento è tutto attraversato dal desiderio di vedere il volto di Dio, di continue richieste perché non lo nasconda (Dt 31, 17; 32, 20; Is 8, 17) e perché invece lo mostri, misericordioso e benevolo. Allo stesso Mosè che poteva presentarsi davanti a Lui in colloquio amichevole, Dio concede tutt’al più di mostrargli le spalle (Es 33, 23)!

“Dio nessuno lo ha mai visto: il Figlio unigenito è lui che lo ha rivelato” (Gv 1, 18). La conclusione del prologo giovanneo ribadisce il mistero e l’enigma divino, ma proclama con gioia squillante chi lo ha risolto: Dio non è più soltanto una parola, è diventato un volto! Anzi, sempre secondo Giovanni, in Gesù “la parola si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi”. È ciò che celebriamo a Natale. Dio esce dalla nube oscura ed accecante della sua gloria e si fa incontrare nell’uomo di Nazareth.

Fissiamo dunque lo sguardo su di Lui. Carissimi, in questa notte triste senza volti, contempliamo il volto di Gesù Bambino, è il volto dell’amore che ci offre il suo sorriso e la sua pace. Buon Natale a tutti voi! –

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