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I volontari sostituiscono Babbo Natale con tablet, generi alimentari e pasti caldi
In Valdinievole si moltiplicano le iniziative dei Comuni e delle associazioni di volontariato, ma anche di semplici cittadini
Simona Peselli
MONTECATINI. La Valdinievole non ha un solo Babbo Natale. Assistenza, carità, aiuto economico: la beneficenza da noi indossa tante uniformi, ma molto spesso non ne indossa nessuna.
È alimentata dal gruppo di mamme della seconda media che una volta alla settimana raccoglie i soldi per fare la “spesona” alle famiglie dei compagni di classe meno fortunati. Da Francesco Bentivegna, mercante d’arte, che con la moglie e la figlia si carica sulle spalle scatoloni di latte, pasta e biscotti, e ha trasformato il salotto di casa in una dispensa. Dal ragioniere, il commesso, il pensionato, l’avvocato, lo studente, che consegnano i pasti con la propria auto. Dal ristoratore che riaccende i fornelli di una cucina chiusa per spadellare tutti i giorni decine di piatti caldi. Dalla volontaria che va a portare i tablet per far scuola a distanza ai figli di quelle famiglie che non si sognano neppure di poterlo comprare. Ma è anche quel sindaco un po’impacciato quando fa le dirette Facebook tutte le sere alle 19 per far sentire la sua presenza, e che i bambini chiamano per nome quando gli telefonano.
A Montecatini questo è un anno di tribolazione che sembra non finire mai. Alberghi, bar e ristoranti chiusi. La cassa integrazione che arriva a singhiozzo. I contratti di lavoro, quelli stagionali, solo un remoto ricordo. Mancano i soldi, anche per mangiare. C’è un quartier generale che lavora giorno è notte: la Protezione civile, che da ieri sta consegnando circa 600 buoni pasto da 50 euro alle famiglie che hanno fatto richiesta, insieme ai biscotti artigianali offerti dall’Istituto alberghiero. Da ottobre sono state distribuite 100mila mascherine con l’aiuto di Vab Valdinievole, Esaf, Società soccorso pubblico, Croce rossa italiana e Misericordia.
Emanuele Tagliaferro, il responsabile della Protezione civile, con il consigliere comunale Luca Tacconi, coordinati dal sindaco Luca Baroncini, non si fermano mai. Con la pandemia siamo in piena emergenza anche economica e c’è da assistere circa 50 famiglie al giorno, più tutti i positivi che fanno la quarantena a casa. Pasti caldi con dieta mediterranea, per lo più cucinati dai cuochi del ristorante Centrale di piazza del Popolo, che ha donato razioni alla comunità della Valdinievole.
Scendono le lacrime (racconta Bentivegna) alla signora di 85 anni, sola e con problemi anche a camminare, ogni volta che suona il campanello di casa sua. C’è Svetlana, la moglie di Francesco, con le verdure cotte, oppure con un cartone di latte o di frutta fresca. «Senza questo aiuto – racconta l’anziana – la mia dieta, con i soldi della pensione, tolti l’affitto e le bollette, sarebbe fatta solo di latte e biscotti».
E come si può sentire quel babbo di 45 anni che quest’anno non ha fatto la “stagione” e che, dopo aver pagato rata della macchina, affitto, bollette ed assicurazione, non riesce neppure a comprare un paio di scarpe nuove ai due figli?
In una frazione della montagna pesciatina arriva il sindaco Oreste Giurlani a portare la spesa a una famiglia in difficoltà. L’hanno chiamato al cellulare, che lui tiene sempre acceso. Entra in casa e sente una voce: «Ciao sindaco, sono Matteo». Nessuno lo ha avvisato, per fortuna in auto ci sono due pacchi di giocattoli che subito regala al bambino. «Che fortuna che sei venuto, almeno questo Natale anch’io avrò un dono», esclama il piccolo. A Monsummano i buoni spesa fanno sorridere tante famiglie, anche se per poco. Ma l’ufficio dei servizi sociali è sommerso da richieste di aiuti per gli affitti e le bollette.
Anche le associazioni di volontariato non si fermano un minuto. Un esercito silenzioso ed efficace. Attento e presente quando c’è bisogno. E adesso purtroppo il bisogno c’è. E pure tanto. –
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