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L’Asl mette in quarantena il sindaco Oreste Giurlani e la sentenza slitta ancora

M.D.
L’Asl mette in quarantena il sindaco Oreste Giurlani e la sentenza slitta ancora

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pescia. Slitta ancora la sentenza del processo per peculato che vede imputato, a Firenze, il sindaco di Pescia Oreste Giurlani. L’udienza prevista per ieri mattina è stata rinviata al 7 gennaio in quanto il primo cittadino, su disposizione dell’Asl, si trova in quarantena da domenica sera perché ha avuto dei contatti stretti con una persone risultata positiva al tampone quello stesso giorno.

I giudici hanno comunque dato mandato ai finanzieri della sezione di polizia giudiziaria della procura di accertare la fondatezza della documentazione depositata dai difensori dell’imputato, dato che quello di ieri è stato il secondo rinvio nel giro di otto giorni per cause legate al Covid: il 15 dicembre Giurlani non aveva potuto essere presente in quanto era in attesa del risultato del tampone a cui era stato sottoposto perché febbricitante.

In un comunicato, nel pomeriggio di ieri, il sindaco ha spiegato di aver ricevuto – con una lettera ufficiale dell’Asl – la prescrizione della misura della quarantena fino al 3 gennaio «oppure fino al 30 dicembre nel caso in cui ci sia un test molecolare o antigenico negativo».

La discussione e la sentenza erano attese già il 24 novembre, ma in quel caso l’udienza era stata rinviata a causa dell’impedimento per questioni personali di uno degli avvocati difensori di Giurlani.

Secondo la procura, tra il 2012 e il 2016, l’attuale sindaco di Pescia si sarebbe indebitamente appropriato di oltre 700mila euro dalle casse dell’Unione comuni montani della toscana, della quale è stato presidente dal 2005 al 2016. Per questa vicenda Giurlani era stato anche arrestato, nel giugno del 2017, finendo ai domiciliari. A seguito dell’arresto aveva dovuto lasciare l’incarico di sindaco di Pescia, in quota Pd. Nel giugno 2018 era stato rieletto primo cittadino, sostenuto dalle liste civiche. L’unione comunale del Pd di Pescia si è costituita parte civile nel processo per il danno d’immagine. —

M.D.

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