Il Tirreno

Montecatini

la tragedia 

Bimbo di un anno e mezzo ucciso da polmonite. L'appello di don Sergio

Martina Trivigno
Don Sergio Cerracchio
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Don Sergio Cerracchio

Montecatini, le parole del parroco del Corpus Domini: «Ora aiutiamo questa famiglia trovando un lavoro per la mamma e il fratello»

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MONTECATINI. Una vita spezzata a un anno e mezzo per alcune complicazioni dovute a una polmonite. Anche se soltanto l'autopsia potrà stabilire con certezza quali siano state le cause del decesso del piccolo. Che, oltre ai genitori, lascia tre fratelli.

La famiglia, di origine croata, è stata colpita all'improvviso da un dolore troppo grande. Insopportabile, senza fine. Perché quel bambino, fino a poco più di un mese fa, stava bene. Poi, all'improvviso, è arrivata l'infezione al polmone. E, con lei, il ricovero all'ospedale San Jacopo di Pistoia.

«Il bambino sembrava essersi ripreso – racconta, addolorato, don Sergio Cerracchio, parroco della chiesa del Corpus Domini di Montecatini – e i medici lo avevano rimandato a casa. Doveva soltanto seguire la terapia prescritta». Difficile dire cosa sia successo. Fatto sta che domenica scorsa il piccolo è peggiorato all'improvviso.

«I genitori hanno chiamato un'ambulanza ed è stato subito trasportato al pronto soccorso –sottolinea il sacerdote – ma, qualche ora dopo, il bambino è spirato». Una tragedia immensa e non potrebbe che essere così quando a perdere la vita è un bambino così piccolo. A cui si aggiunge, però, un nuovo dolore: le condizioni precarie in cui vive la famiglia del piccolo.

Sì perché il padre del bambino è arrivato alcuni mesi fa a Montecatini, poi era stato raggiunto dal resto della famiglia. Nella città termale, erano stati in diversi ad aiutarli: non solo don Cerracchio, ma anche la Caritas diocesana di Pescia. Sono stati loro a mettersi a disposizione per la famiglia, per sostenerla in tutte le sue necessità. E ora che ha perso un figlio la solidarietà non dovrà mancare.

«Pur nella loro povertà, hanno sempre aiutato chiunque avesse bisogno, dando ospitalità anche a chi un tetto sulla testa non ce l'aveva – spiega il sacerdote –. Anche per questo non li abbandoneremo, anzi. Chiunque voglia fare qualcosa per questa famiglia può rivolgersi alla Caritas Diocesana di Pescia. Sarebbe fondamentale aiutare la madre del bambino a trovare un lavoro e così anche per il fratello del piccolo, che è già maggiorenne».

«Nulla potrà placare il dolore che questa famiglia sta provando – conclude don Sergio Cerracchio – ma almeno la nostra speranza è che, nei loro confronti, ci sia una catena di solidarietà. Stanno già soffrendo troppo. Quindi, chi può si rivolga alla Caritas Diocesana di Pescia». —

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