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Arrestato anche un pesciatino per lo spaccio nella pineta

Arrestato anche un pesciatino per lo spaccio nella pineta

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Torre del lago. C’è anche un pesciatino tra le cinque persone arrestate nei giorni scorsi dalla squadra mobile di Lucca nell’ambito dell’inchiesta sul maxi-spaccio nella pineta di Levante, tra Torre del Lago e Vecchiano. Si tratta di Franco Giusti, 56 anni, pesciatino residente a Torre del Lago, che attualmente si trova agli arresti domiciliari. Insieme a lui sono stati arrestati El Arbi El Fallah, 36 anni, cittadino marocchino, residente ad Azzano, considerato dagli inquirenti ai vertici della organizzazione; Aziz Ezzahi, 25 anni, cittadino marocchino, residente a Capezzano Pianore; Giuseppe La Marra, 28 anni, carrarino residente a Torre del Lago; Lorenzo Lazzarini, 36 anni, viareggino residente a Venezia ma domiciliato a Viareggio, anche lui agli arresti domiciliari.

L’esercito di spacciatori che operava nella Macchia Lucchese, a partire dalla stazione di Torre del Lago, secondo gli inquirenti, contava su una clientela il cui numero variava, ma poteva arrivare quasi fino a 200 persone al giorno. È quanto deriva dall’osservazione condotta attraverso telecamere – che in un caso gli spacciatori hanno anche individuato e strappato, nonostante fossero nascoste negli elementi lungo l’infrastruttura – nell’ambito della indagine coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Firenze.

La pineta di Levante, a partire dalla zona prossima alla stazione di Torre del Lago, era diventata – così la ricostruzione degli inquirenti – una vera e propria “piazza di spaccio”. Nella quale si muovevano gli spacciatori, insieme alle sentinelle, agli addetti ai rifornimenti ed a tutte le attività necessarie, agli “autisti”.

A dirigere l’esercito della pineta sarebbe stati El Arbi El Fallah, soprannominato “Alessandro” o “Ale” ed Aziz Ezzahi, detto “Bimbo”. In particolare il primo viene considerato colui che ha dato vita al “mercato” dello stupefacente in pineta di Levante. Capi di un esercito – i due stranieri – capaci di arruolare italiani che nell’organizzazione erano destinati anche ad una certa carriera. A partire da Giusti che avrebbe venduto e consegnato stupefacente, ma anche provveduto a tutto ciò che era necessario per occultare la droga, con compiti inoltre di vedetta e procacciatore di bevande e cibi. Compito, quest’ultimo, che sarebbe stato affidato anche a Lazzarini, mentre il ruolo di La Marra sarebbe stato di autista per l’esercito degli spacciatori. –

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