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lutto 

Morto per il Covid-19 l’ambasciatore Rastrelli

Maria Salerno

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UZZANO

È morto a Roma, lo scorso 8 dicembre, l'ambasciatore Stefano Rastrelli, nipote del grande giurista Dionisio Anzilotti. Aveva 86 anni ed è stato stroncato dal Covid. Livornese di nascita, ma uzzanese di adozione, amava profondamente la Valdinievole che conobbe grazie all'acquisto, da parte del padre, negli anni 20 del secolo scorso, della villa del Castellaccio che divenne la residenza di famiglia, dove Rastrelli visse con il padre, la madre e i fratelli. I ragazzi si inserirono così bene nell'ambiente da arrivare a parlare "valdinievolino" ed amare ogni particolare del luogo.

L'amore per questi luoghi ha seguito Stefano Rastrelli durante tutta la sua carriera di diplomatico, sulle orme dello zio Enrico Anzilotti. Il primo incarico a Baghdad, in Iraq; l'ultimo in Mozambico.

Un'intera esistenza costellata di importanti ruoli in ambito internazionale, anche a Mosca e Stoccolma.

Nel novembre 1986 fu nominato ministro plenipotenziario di seconda classe. Nel giugno 1988 divenne ambasciatore a Lagos (Nigeria), accreditato anche a Porto-Novo (Benin). Il 24 giugno 1994 fu nominato ambasciatore a Sofia, dove rimase fino all'ottobre 1996. Rientrò al Ministero come responsabile dell'Uama (Unità per le autorizzazioni dei materiali d'armamento) presso la Direzione generale per gli affari economici. Nel maggio 1999 fu nominato ambasciatore a Maputo, accreditato anche a Mbabane nello Swaziland. Era in pensione dal maggio 2001.

I funerali si svolgeranno martedì 15 dicembre a Roma, in forma privata.

L’ambasciatore Rastrelli aveva espresso la volontà di riposare in Valdinievole, dove la sua famiglia porterà le ceneri.

Alla famiglia le condoglianze della redazione del “Tirreno”. —

Maria Salerno

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