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Centro Nuoto, lo strappo con il Comune è rientrato. Per ora
La cooperativa ha deciso di non sciogliere le squadre agonistiche e ha riaperto la piscina per gli allenamenti in vasca dei tesserati federali
Montecatini
«È stato il giorno più lungo della nostra storia, e abbiamo (a maggioranza) deciso di “tentare” il proseguo della nostra storia». Quello che scrive il Centro Nuoto Montecatini è un modo “romantico” per dire che lo “strappo” con il Comune (per ora) rientra. L’assemblea dei soci della cooperativa che dal 2009 gestisce la piscina comunale ha deciso di non sciogliere le squadre agonistiche e di riaprire l’impianto a porte chiuse, solo per gli allenamenti in vasca dei tesserati federali. Dunque la struttura di via Cimabue da ieri all’ora di pranzo ha ripreso l’attività, seppur con tutte le limitazioni imposte dalla Zona Arancione. «Abbiamo ricevuto una telefonata “istituzionale” e confidiamo nel valore dell’interlocutore – fanno sapere dalla società – non siamo amareggiati da oggi, l’amarezza nasce da lontano e ci accompagna ormai da qualche anno. Abbiamo dato tanto a queste piscine e a una città intera in termini economici e sociali, e abbiamo ricevuto di contro solo giudizi a volte feroci e profondamente ingiusti. Resta il dispiacere che speriamo il sorriso dei bimbi saprà lenire». Mentre alcuni consiglieri comunali di opposizione (Helga Bracali ed Ennio Rucco, entrambi del Partito democratico) si stanno muovendo per capirci qualcosa e dare una loro valutazione, la vicenda che sembra vivere un momento di distensione è tutt’altro che risolta. Tra i gestori e i frequentatori della piscina restano come un colpo al cuore le dichiarazioni rilasciate al “Tirreno” dall’assessore allo sport Emiliano Corrieri, che ha annunciato l’intenzione del Comune di rivolgersi all’Anac (Autorità anticorruzione) per venire a capo della richiesta avanzata dal Centro Nuovo di un riequilibrio economico-finanziario come ristoro per le maggiori spese sostenute dal 2009 (oltre 1, 2 milioni di euro) a fronte di quelle previste dalla convenzione firmata tra le parti undici anni fa (840. 000 euro). Lo scenario che ha fatto scaldare gli animi sarebbe l’ipotesi dello stralcio del contratto in essere e di un nuovo bando di assegnazione dell’impianto, eventualità che si verificherebbe, come ha affermato Corrieri, nel caso l’Anac non accogliesse, o ritenesse illegittima, la richiesta di riequilibrio, nonostante il municipio sia in possesso di una relazione dell’avvocato Franco Arizzi che in pratica definisce ammissibile l’operazione. Il Centro Nuoto, per una soluzione bonaria del contenzioso, chiede il prolungamento di tre anni della gestione della piscina (dal 2026 al 2029) e una somma di 70. 000 euro una tantum, anche per rientrare dalle perdite accumulate in questo periodo di emergenze, quantificate in 150. 000 euro. –
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